“Servire domino in laetitia”: il profilo del nuovo vescovo

Domenico De Stena
il vescovo monsignor cornacchia

Nativo di Altamura, monsignor Cornacchia conosce molto bene la città di Molfetta e la diocesi, avendo frequentato il pontificio seminario regionale “Pio XI” sia da studente sia da docente

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“Adesso non ci sentiamo più orfani, ma abbiamo un padre in mezzo a noi”. Ha concluso così Mons. Ignazio de Gioia, amministratore diocesano pro-tempore, l’annuncio del nuovo vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, dopo la scomparsa di Mons. Martella e di Mons. Amato. Alle ore 12 in punto, alla presenza del clero diocesano e dei fedeli, don Ignazio ha letto il messaggio pontificio riguardante la nomina del nuovo pastore.

Mons. Domenico Cornacchia, nativo di Altamura, sessantasei anni il prossimo 13 febbraio, dal 2007 è impegnato pastoralmente nella diocesi di Lucera-Troia. Venuto meno il segreto pontificio, anche la sala stampa vaticana ha pubblicato contestualmente il bollettino circa la nuova nomina.

È doveroso ricordare come lo stesso don Ignazio de Gioia, nei mesi scorsi, abbia invitato la comunità a non focalizzare l’attenzione sul “chi è il nuovo vescovo”, ma ad “attendere con fede un pastore, amarlo come un padre, che possa essere capace di comprendere e stare a fianco a noi come un fratello maggiore”. Concetto sottolineato e ripreso anche questa mattina.

Il nuovo vescovo conosce molto bene la città di Molfetta e la diocesi, avendo frequentato il pontificio seminario regionale “Pio XI” a Molfetta sia da studente che da docente, nonché da padre spirituale (dal 1993 al 2005). Teologo spirituale, è presbitero dal 1976. In giugno 2014 era stato a Terlizzi, presso la parrocchia della B.V. Immacolata, per la celebrazione del cinquantesimo anniversario del sacerdozio di don Michele Fiore.

Servire Domino in Laetitia. Un motto semplice e facilmente comprensibile quello scelto da Mons. Cornacchia, un po’ come la chiesa che il Santo Padre Francesco mette in pratica quotidianamente. Le parole sono tratte dal Libro dei Salmi (Sal 100,2) e sono anche per il vescovo un’ispirazione quotidiana: accompagnare il servizio al Signore con il sentimento della letizia e del gaudio, così come proposto da San Bernardo di Chiaravalle ai giovani che abbracciano la vita monastica: «Non onus est, sed honor, servire Domino in laetitia (non è un peso, ma un onore servire il Signore in letizia)» (Epistola CDXII).

In attesa di conoscere la data di insediamento in diocesi, alle ore 17,30 tutte le chiese della diocesi suoneranno le campane a festa per solennizzare la lieta notizia.

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