Porta a porta, la consegna dei kit procede con qualche malumore. I cittadini: «Caos e code infinite»

© n. c.
Per molti utenti il “porta a porta” avrebbe dovuto inaugurarsi con la consegna a domicilio di mastelli, sacchetti e manuali. Ma il coordinatore del centrodestra Ranieri lo esclude: «Costerebbe troppo»
La consegna dei kit per la raccolta differenziata è partita da sei giorni e i terlizzesi iniziano a manifestare i primi motivi di insoddisfazione.
L’aspetto più criticato è l’organizzazione dei punti di distribuzione, presso cui sono segnalate attese lunghissime, oltre il tollerabile, e doppie file di auto parcheggiate. A parere di alcuni cittadini, le finestre orarie indicate dall’amministrazione – 9-13, 15-19 – sarebbero pressoché inutili, poiché soltanto chi si mette in fila di buonora riesce ad assicurarsi i numeretti utili per ritirare il kit, che – dicono – si esauriscono in un batter di ciglio. E non tutti hanno il tempo – e, nel caso dei più anziani, la resistenza fisica – per restare in coda a oltranza.
Secondo i bene informati in questi giorni si sarebbero registrati anche casi di “favoritismo”: a qualcuno sarebbero stati consegnati mastelli e manuali durante la pausa. Ma, sotto uno dei tanti post di doglianza fioccati in queste ore su Facebook, il consigliere delegato alla manutenzione Giuseppe Ranieri si affretta a placare gli animi: «Non esistono favoritismi in nessun caso, se qualcuno ha avuto il kit fuori orario è solo perché lo aveva già ritirato, con la dovuta fila, e non aveva il mezzo per portarlo a domicilio».
Altri fanno poi notare che le pattumiere distribuite spesso non sono perfettamente identiche ai prototipi mostrati durante l’assemblea pubblica svoltasi il 14 gennaio scorso. Ciò non sarebbe affatto un problema, se questi esemplari fossero impilabili come quelli presentati dal direttore dell’Asipu nell’occasione. Invece, la loro “non sovrapponibilità” rimanda a una questione cruciale: molti terlizzesi, infatti, vivono in abitazioni poco spaziose (bilocali, pianterreni) in cui la schiera fissa delle pattumiere rischia d’essere d’imbarazzo.
Non quanto, però, il fantomatico “sacchetto rosso”, la cui minaccia incombente – esiste? non esiste? – sta facendo arrossire di pudore le signore terlizzesi: almeno quello, a quanto dicono, potrà essere ritirato in tutta privacy presso l’isola ecologica, in un secondo momento da definire.
Ad ogni modo, al netto dell’endemica tendenza alla lagna dei terlizzesi – spia di una inesorabile resistenza al cambiamento?, – è il metodo con cui l’amministrazione sta portando avanti la campagna del porta a porta a convincere poco l’utenza Tari, che stenta a riconoscere una linea programmatica stabile e coerente in questa delicata fase di transizione. Beninteso, quasi tutti – tranne alcuni residui esemplari di primate, non rari del resto in città (vedi l’incredibile dinamica dell’incidente accaduto domenica sera) – sono favorevoli all’introduzione del nuovo sistema: ciò che desta perplessità è la tempistica un po’ stretta e poco graduale con cui si sta lanciando l’iniziativa, dopo tanti rinvii. La stessa comunicazione della novità è ritenuta insufficiente dai cittadini, che – specie nella fascia degli anziani e dei meno digitalizzati – stanno faticando a reperire informazioni certe in proposito e, dunque, vivono con ansia il cambiamento in corso. Risultato: in città si sta creando una sorta di effetto-emergenza. E c’è già chi teme sversamenti selvaggi di rifiuti nelle campagne. La Polizia Municipale è chiamata sin d’ora a intensificare i controlli.
L’ideale, per molti, sarebbe stato che la differenziata “porta a porta” dimostrasse maggiore fedeltà al proprio nome, inaugurandosi con la consegna a domicilio dell’occorrente. Ma il coordinatore del centrodestra, Pasquale Ranieri, ha seccamente escluso la possibilità tanto caldeggiata: pare che far arrivare direttamente nelle case mastelli e manuali sarebbe costato troppo all’Ente. «Vi state affannando e preoccupando per nulla», ha commentato Ranieri, «i kit potranno sempre essere ritirati anche in futuro presso l’isola ecologica». In tutto questo ribollir di popolo, almeno una buona notizia è arrivata, sia pure ancora ufficiosa. Male che vada, ci incontreremo tutti all’isola ecologica.
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