Porta a porta, Città Civile: «Noi gli ultimi a partire. Manca organizzazione, rischiamo di fallire»
© terlizzilive
Il movimento politico critica il modo in cui l'amministrazione sta gestendo la fase di transizione verso il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti: «Nessuna data certa per l'inizio e pochissime informazioni sicure»
La distribuzione dei kit per la raccolta differenziata è ormai a un buon punto, e già molti cittadini cominciano a chiedersi quando avrà effettivamente inizio il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. C’è chi dice a metà febbraio – tra una settimana circa, – c’è chi invece più cautamente pronostica lo start per fine mese.
A parte l’incerta – e finora non ufficialmente comunicata – data d’inizio, Città Civile ravvisa molti altri punti critici nella gestione di questa importante, e forse decisiva, transizione. In primo luogo, nella strategia di comunicazione della novità. È falso, o quantomeno fuorviante, per il movimento politico che l’amministrazione ha organizzato incontri di informazione nei quartieri e nelle scuole della città: per il movimento, dice Cc, si è trattato solo di “un paio di incontri. Molte delle informazioni date nei pochi incontri si sono rivelate non vere. Però un partito di maggioranza ha organizzato un incontro di formazione. Quindi se volete saperne di più dovete andarlo a chiedere a quel partito…”, è l’invito ironico ai cittadini.
Insufficiente, secondo il movimento, anche il materiale fornito: i bidoncini non sono impilabili, come promesso, e i sacchetti e le buste sono finiti quasi subito. Non sono inoltre state fornite – secondo Città Civile – sufficienti spiegazioni su come funzionerà il servizio per alcune utenze speciali, come i commercianti e i residenti fuori dal centro abitato, che non hanno ad esempio un numero verde attraverso cui informarsi. Pure, le associazioni di volontariato, che avrebbero potuto essere d’aiuto in proposito, sono state “tenute fuori. Nessun coinvolgimento. Nessuna informazione. La spazzatura è roba nostra”, protesta Città Civile, che continua:
“La questione è delicata. E Terlizzi è una città particolare. Non è mai stata educata alla differenziata. Scarsi i bidoni della differenziata per strada. Quasi tutti rotti. I terlizzesi (e non perché sono incivili) non sono stati educati alla gestione consapevole dei rifiuti. È un fatto organizzativo ma anche culturale. Molto importante. Coinvolge migliaia di cittadini e la confusione è tanta. Tutta l’organizzazione sembra una barca in balia delle onde. Nessuna guida ferma e sicura. Rischiamo di andare dritti dritti sugli scogli”.
“Siamo – conclude la nota del movimento politico – l’unico paese dell’Aro 1 che non ha ancora avviato il porta a porta. Al di là della propaganda. Siamo gli ultimi. E per adesso non siamo partiti ancora”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro