Rifiuti, la Regione congela l’ecotassa. Per pagare meno serve il +5% di differenziata entro giugno

La Redazione
Discarica

Come l'anno scorso, saranno esonerati dal pagamento della maggiorazione della ecotassa i Comuni che raggiungeranno nel giugno 2016 una maggiorazione di 5 punti rispetto alla percentuale di raccolta differenziata di novembre scorso

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Per il quinto anno consecutivo il Consiglio regionale della Puglia ha “rimodulato” l’ecotassa, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi indifferenziati.

Con un emendamento a firma del consigliere regionale Filippo Caracciolo (Pd), presidente della V commissione Ambiente, nella seduta di venerdì dedicata alla manovra di bilancio 2016, è stato stabilito l’ennesimo rinvio del pagamento degli aggravi dell’ecotassa per i Comuni inadempienti (come Terlizzi) in cui la percentuale di raccolta differenziata non raggiunge i livelli previsti dalla normativa (40%). La legge regionale risale al 2011 e le sanzioni dovevano entrare in vigore dal 2012, ma per il quinto anno consecutivo gli inadempienti la faranno franca.

Esattamente come l’anno scorso, saranno esonerati dal pagamento della maggiorazione della ecotassa i Comuni che raggiungeranno nel mese di giugno 2016 una maggiorazione di 5 punti percentuali rispetto alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta nel mese di novembre scorso.

La raccolta differenziata può attendere, insomma, in una Regione da anni in emergenza rifiuti, con le discariche (quelle poche ancora aperte) al collasso.

«La differenziata ha bisogno di impianti che non sono stati ancora realizzati e che dobbiamo immediatamente realizzare», assicura il governatore Michele Emiliano. Ma “immediatamente” quando, se ancora manca un piano?

E l’assessore alla qualità dell’ambiente Domenico Santorsola aggiunge: «Avevamo immaginato un intervento meno incisivo sull’ecotassa per premiare quelle realtà territoriali che, in qualche misura, si erano sforzate di lavorare sulla raccolta differenziata, pur senza pesare troppo sui bilanci comunali già asfittici. Il consiglio regionale, nella sua autonomia di organo legislativo, ha inteso adottare uno strumento più forte aprendo nuove finestre d’incremento delle percentuali per permettere alle amministrazioni di chiedere nuovi sgravi come accaduto negli ultimi due anni».

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