Consiglio, nel Dup 500mila euro per restaurare lo stadio. Ancora “maretta” nel Partito Democratico

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Al centro dell'assemblea di ieri il Documento Unico di Programmazione, che contiene provvedimenti in materia urbanistica. Gli esponenti del Pd lasciano l’aula prima dei lavori. Parisi: «La responsabilità è di Grassi, si dimetta!»
DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE. La seduta del consiglio comunale svoltasi ieri pomeriggio ha visto la discussione del Dup, il documento unico di programmazione. Previsto dal nuovo ordinamento contabile, il testo – come ha avuto modo di illustrare l’Assessore alle Finanze, Vincenzo Vendola – si compone di due sezioni programmatiche: una di ordine “strategico”, calibrata sui tempi del mandato amministrativo, che tiene conto, oltre che della programmazione regionale, anche del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti in ambito nazionale e comunitario, l’altra di carattere “operativo”, che prende in riferimento, invece, l’arco temporale definito dal bilancio di previsione.
Già approvato lo scorso 31 dicembre in occasione del consiglio di fine 2015, il Dup annovera alcuni importanti obiettivi strategici fissati dall’amministrazione, tra cui l’ampliamento del cimitero comunale con la realizzazione di nuovi loculi (un’azione che, per la verità, è statagià intrapresa durante i precedenti esercizi finanziari) e il suo affidamento in gestione tramite concessione in appalto; la realizzazione e il completamento della fognatura pluviale in zona Chicoli (intervento in co-finanziamento regionale per il quale si è prevista data di scadenza a giugno) e il recupero e la riqualificazione del patrimonio infrastrutturale degli istituti scolastici, a partire da quello di via Sanremo, che ospita una scuola dell’Infanzia e per il quale si prevede il completamento dei lavori entro il 31 dicembre prossimo.
CISTERNE RURALI E STADIO COMUNALE. All’attenzione dell’amministrazione anche il recupero delle cisterne rurali (con completamento dei lavori previsto per settembre) e il ripristino del campo sportivo comunale, attraverso interventi volti a rendere nuovamente fruibili l’ingresso monumentale di viale Roma e gli spalti, per un costo stimato di 500 mila euro, circa.
Gemmato ha poi illustrato gli altri provvedimenti previsti dal piano, miranti a migliorare la vivibilità urbana attraverso una serie di interventi organici: «Penso – ha detto il sindaco – all’apertura della strada che collega viale dei Lilium a via Millico, oggetto di numerose richieste da parte dei cittadini, ma anche alla realizzazione di una struttura ricettiva e di ristorazione all’interno del nostro parco comunale. Si tratta, in quest’ultimo caso, di una iniziativa pensata con il duplice obiettivo di rendere un servizio pubblico a carattere ricreativo e di creare opportunità di nuova occupazione, da realizzare con il coinvolgimento dei privati attraverso procedura ad evidenza pubblica. Non in ultimo, alla manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e marciapiedi e alla riqualificazione di luoghi caratteristici della città con interventi di arredo urbano e di pubblica illuminazione».
ANCORA “MARETTA” NEL PD. Non sono mancate, anche stavolta, le consuete “frizioni” politiche tra le fazioni. Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno, infatti, abbandonato l’aula prima ancora dell’inizio dei lavori. La decisione è stata censurata, tra gli altri, dal consigliere di maggioranza Parisi, secondo cui i «problemi interni al Partito Democratico di Terlizzi sono oramai sotto gli occhi di tutti, ma qui si tratta anche di non voler perdere la poltrona, visto che il nostro Statuto prevede la decadenza dall’incarico dopo tre assenze ingiustificate e la terza assenza sarebbe stata inanellata dai miei colleghi proprio oggi!». Parisi – così come lo stesso Gemmato dalla sua pagina Facebook nella serata di ieri – attribuisce le responsabilità dei malumori nel Pd alla recente scelta del presidente del consiglio comunale, Michele Grassi, di riprendere la tessera del partito dopo aver contribuito alla caduta anticipata della giunta Di Tria. La richiesta rivolta dal giovane consigliere a Grassi è di «fare un passo indietro ed essere coerente, rinunciando allo scranno di Presidente, facendo in modo che i rappresentanti di un partito così importante anche a livello nazionale, tornino in aula a discutere con noi della gestione di questa città!».
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