Chiusura ospedale, il Consiglio comunale boccia il piano regionale

La Redazione
Consiglio comunale

Dall'aula «fortissima contrarietà» alla decisione di Emiliano

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«Fortissima contrarietà» alla chiusura dell’ospedale Sarcone.

Questo il parere emerso quest’oggi, durante il Consiglio comunale. L’assise ha approvato un ordine del giorno in vista del 29 febbraio, data di scadenza per l’adozione del provvedimento di riordino della rete ospedaliera regionale.

Il Consiglio comunale ha criticato la «assoluta mancanza di coinvolgimento delle realtà territoriali, totale assenza di rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza della Regione e delle varie rappresentanze elettive della stessa cittadinanza, nonché generale assenza di ascolto delle reali esigenze relative alla domanda di salute da parte dei cittadini dei vari territori».

L’aula si è detta contraria anche a «un declassamento della struttura a presidio di lungodegenza e riabilitazione», che si rafforza «a fronte della totale mancata attuazione della delibera di Giunta regionale n. 1275 del 07 agosto 2012 nella parte in cui si approvava la proposta di realizzazione di un “nuovo Ospedale del Nord Barese”».

Per i consiglieri l’ipotesi di chiusura o declassamento dell’ospedale «porterebbe al concretizzarsi di un danno erariale alla luce del fatto che svariati milioni di euro sono stati recentemente spesi dalla Regione per migliorie strutturali in manutenzione straordinaria, in particolare per la completa ristrutturazione del Pronto soccorso e per il rifacimento delle sale operatorie».

Da qui la decisione di proclamare «lo stato di massima mobilitazione cittadina» e di conferire mandato al sindaco Ninni Gemmato di richiamare il sindaco di Bari, Antonio Decaro, per la convocazione di una conferenza dei sindaci «quale atto propedeutico all’approvazione del Piano di riordino della rete ospedaliera pugliese».

Al presidente della Regione, Michele Emiliano, la richiesta di fornire al più presto una bozza del piano «completa di tutti i dati, non solo numerico-prestazionali, ma anche sociali, geografiche e strutturali, relativi ai presidi ospedalieri del territorio circondario (Terlizzi, Molfetta e Corato), affinchè eventualmente si possano elaborare ipotesi alternative».

Dai consiglieri, inoltre, il mandato a Gemmato per eventuali azioni giudiziarie contro la chisura del presidio ospedaliero, compreso il ricorso alla giutizia amministrativa.
 

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