Piano di riordino, i sindaci in Commissione Sanità: «I nostri ospedali sono stati spogliati»

La Redazione
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Il documento comune dei primi cittadini di Terlizzi, Corato, Ruvo, Molfetta e Giovinazzo condanna l'«oggettiva disparità di trattamento riservata al territorio del Nordbarese»

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I sindaci delle città di Terlizzi, Corato, Giovinazzo, Molfetta e Ruvo di Puglia – comuni pesantemente penalizzati dal varo del piano di riordino sanitario – hanno presentato ieri alla Commissione Sanità e Servizi Sociali della Regione Puglia un documento comune.

DISPARITÀ. L’intento è quello di mettere in evidenza l’oggettiva disparità di trattamento che il programma di razionalizzazione ospedaliera in corso riserva al territorio del Nordbarese, che di fatto – osservano i sindaci – sta perdendo tre strutture importanti: il polo di Terlizzi sarà infatti convertito in presidio post-acuzie, mentre l’Umberto I di Corato e il Don Tonino Bello di Molfetta diventeranno ospedali di base, con l’attribuzione dei reparti minimali previsti dalla normativa.

La “sperequazione” – si legge nel documento a cinque firme – viene operata “in merito sia alla classificazione delle strutture ospedaliere, sia della distribuzione dei posti letto e dei relativi reparti all’interno degli stabilimenti”.

A supporto delle loro ragioni, i sindaci hanno allegato al documento presentato in Commissione anche delle tabelle che illustrano in maniera palese la situazione per le grandi macro-aree di territorio: se, ad esempio, nei tre ospedali della Bat il numero dei posti letto è di 628, per il Nord-barese è di soli 156.

“Esiste, inoltre, nel Nord Barese più che in altri territori, il tema della pediatria ospedaliera – continua il testo. – A Corato viene soppressa una unità operativa da 15 posti letto e una di day hospital, con 607 ricoveri annui e 4000 accessi in reparto. A Molfetta un ambulatorio specialistico da 1200 accessi annui e oltre 350 consulenze pediatriche annue in pronto soccorso. A Terlizzi si sopprime il reparto di diagnostica pre-natale, eccellenza regionale e extraterritoriale. Nella vicina Asl Bat i posti letto di pediatria sono 40. Nel Nord Barese sono zero. Tutte le famiglie del nord barese dovranno ricorrere agli ospedali del capoluogo, già sovraffollati, per curare i propri bambini. Anche in questo caso, Bisceglie non può essere la risposta. In sostanza si potrebbe affermare che è svantaggioso risiedere nel nostro territorio in quanto a possibilità di cure ospedaliere”.

RICHIESTE. Il documento esprime anche alcune richieste alla Regione: una su tutte, quella di riformulare in maniera più opportuna il Piano approvato dalla Giunta Regionale, proprio per riequilibrare la dotazione ospedaliera. Sulla pediatria, ad esempio, la proposta dei Sindaci è quella di mantenere la unità operativa di Corato e il reparto di diagnostica pre-natale di Terlizzi, salvaguardando la specialità dell’ambulatorio di pediatria di Molfetta.

Altre istanze mossa alla Commissione, quelle di attivare quanto prima l’Ospedale di Primo Livello Comprensoriale, l’”Ospedale del Nord- Barese” e, sino alla realizzazione dello stesso, la garanzia al territorio di una adeguata offerta ospedaliera, dal Piano, per i Sindaci, assolutamente non prevista.

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