Piano di riordino, decine di migliaia di firme per la petizione del Comitato Pro Salute

La Redazione
Gianni Stea

Il commento del consigliere regionale di Area Popolare Stea: «Preoccupato per la chiusura dell’ospedale di Terlizzi e di importanti unità operative a Corato e Molfetta che garantivano standard alti»

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Il consigliere regionale di Area Popolare Gianni Stea interviene nel dibattito innescato dal Piano di riordino della sanità regionale.

«La petizione popolare promossa dal comitato Pro Salute nato a Corato in difesa delle strutture sanitarie del Nord barese, duramente penalizzate dalla bozza di Piano di Riordino ospedaliero presentata dalla Giunta regionale e attualmente in discussione al Ministero, ha raccolto decine di migliaia di firme nel giro di pochi giorni» sottolinea.

Per il consigliere, «non poteva essere altrimenti, trattandosi di una vasta comunità di 180mila persone comprendente sei comuni (Corato, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Bitonto, Molfetta e Giovinazzo) che adesso dovrebbe contare sui soli ospedali di Bari e Altamura come riferimento principale. Particolari e fondate preoccupazioni suscitano, in particolare, la drastica riduzione dei posti letto per malati acuti (80 a Corato e 76 a Molfetta) di medicina, chirurgia e ortopedia; la chiusura dell’ospedale di Terlizzi e di altre importanti unità operative a Corato e Molfetta che pure garantivano piena operatività e rispondenza agli standard richiesti, e per le quali peraltro erano state nel recente passato investite ingenti risorse».

«Al tempo stesso – sottolinea Stea -, appaiono stridenti i contrasti e le differenze nei criteri adottati in altri territori, tali da alimentari ulteriori polemiche e disagi. Per questo, dopo aver denunciato e illustrato sin dalla presentazione della prima bozza del Piano di Riordino distorsioni ed errori in particolare inerenti il nord barese, continuo a perorare una causa che non è di mero campanile, ma ricordando il fondamentale diritto per i cittadini all’equità nell’accesso alle strutture sanitarie, alle prestazioni e alle cure: e spero che in extremis, prima e dopo il confronto in corso con il governo nazionale, si arrivi a una rimodulazione del Piano, più rispondente alle esigenze di comunità che hanno tutte pieno diritto di cittadinanza ed esistenza, senza discriminazioni di sorta».
 

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