Referendum trivellazioni, il Meetup 5 Stelle si schiera per il sì: «Non ci spacchiamo come il Pd»

La Redazione
il meetup 5 stelle voterà sì al referendum

«Il vero “petrolio” italiano – afferma una nota dei pentastellati terlizzesi – è rappresentato dal turismo, dalla pesca sostenibile, dal paesaggio, cultura, innovazioni industriali e energie alternative»

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Fra poco più di una settimana gli italiani andranno alle urne per decidere sulla durata delle concessioni petrolifere off shore. Al di là delle formule astruse del burocratese, il quesito referendario chiede ai cittadini se intendono abrogare la norma che consente attualmente alle società petrolifere di estrarre idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa, senza il limite temporale delle concessioni, ovvero fino all’esaurimento dei giacimenti.

Se vincesse il “sì” le attività in atto cesserebbero progressivamente secondo la scadenza, senza possibilità di proroga. Per essere valido, il referendum deve però raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto.

Il meetup 5 Stelle di Terlizzi si schiera compatto dalla parte del sì e mette in rilievo le incongruenze delle altre fazioni politiche, specie nell’ala “left”: «Sul referendum si è spaccato il Partito Democratico, si è spaccata la Cgil e il mondo scientifico non sa bene da che parte stare».

«Resta incomprensibile – continuano i 5 Stelle – la scelta del governo di non fare un Election Day, ovvero fare il referendum in contemporanea con il primo turno delle prossime elezioni amministrative; si sarebbero risparmiati 300 milioni di euro».

Una delle motivazioni principali contro il sì – va avanti la requisitoria dei grillini – è la perdita di posti li lavoro. Ma, per i pentastellati, è una «motivazione assolutamente demagogica rispetto ai danni ambientali che le trivellazioni causano al nostro territorio. Basterebbe incrementare e incentivare le energie rinnovabili rispetto alle energie fossili per creare decine di migliaia di posti di lavoro. Le riserve su cui punta il governo non sono in alcun modo direttamente collegate al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale».

La conclusione dei Cinque Stelle è quella che ogni buon meridionale, in un certo senso, rivendica: «Il vero “petrolio” italiano è rappresentato dal turismo, dalla pesca sostenibile, dal paesaggio, cultura, innovazioni industriali e energie alternative. Trivellare il mare italiano vuol dire mettere a rischio tutto questo mondo, non soltanto dal punto di vista del patrimonio naturale ma anche economico e sociale».

L’appuntamento, importante, è per il 17 aprile.

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