Referendum, il trasferimento delle sezioni della Pacecco è un giallo. Cagnetta scrive al Prefetto

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Molti cittadini hanno lamentato la mancanza di un'adeguata informazione in merito. Il consigliere di Città Civile protesta formalmente. Ma il sindaco Gemmato si difende: «Variazione annunciata sul sito del Comune e per lettera»
Invalidato dal mancato raggiungimento del quorum, il referendum sulle trivellazioni sta avendo una “coda” polemica in città a causa del “giallo” sullo spostamento delle sezioni elettorali precedentemente ubicate presso la scuola di viale Pacecco.
A seguito del trasferimento degli Uffici Comunali di Polizia Municipale e dei Servizi Demografici nella nuova, riattata sede, infatti, i seggi finora collocati presso l’ex Liceo Pedagogico in occasione delle consultazioni del 17 aprile sono stati distribuiti in parte presso la Scuola Elementare “Don Pietro Pappagallo” (le Sezioni Elettorali n. 1, n. 3 e n. 21), in parte presso la Scuola Media “Gesmundo-Moro-Fiore” di Viale Indipendenza (la n. 4).
Il problema è che molti cittadini hanno appreso del cambiamento soltanto all’ultimo momento, quando erano ormai giunti alla Pacecco per votare. Con sommo scorno: tanti sono stati gli elettori che, in quelle stesse ore e a seguire, hanno fatto sentire la propria voce sui “social”.
Alcuni dichiarano di aver addirittura rinunciato al voto, frustrati o spiazzati dal fastidioso fuoriprogramma. Altri si limitano a far notare che l’importante variazione non è stata sufficientemente reclamizzata presso gli elettori, specie quelli direttamente coinvolti. Altri ancora ironizzano sul fatto che, se domenica scorsa si fosse votato per le elezioni politiche invece che per il referendum, l’amministrazione stessa e, of course, i partiti avrebbero fatto un gran battage per comunicare la nuova collocazione delle sezioni.
Il sindaco, attraverso la propria pagina facebook, rintuzza le accuse dichiarando di aver “affisso” virtualmente sin da febbraio sul sito istituzionale del Comune un avviso ufficiale che informava i cittadini. Inoltre, aggiunge Gemmato, ai diretti interessati sarebbe stata spedita a domicilio una missiva ad hoc per metterli in guardia rispetto all’importante variazione. Ma molti cittadini giurano di non aver ricevuto alcunché: prova ne sia, sostengono, il fatto che si sono recati comunque ai seggi in viale Pacecco, e non ne avrebbero avuto ragione alcuna.
«I motivi per cui alcuni lamentino la mancata ricezione non li conosco – replica ancora Gemmato sul suo profilo facebook. – Potrebbe trattarsi anche di un errore di chi ha gestito il servizio postale». Inoltre, continua il sindaco, «apposita cartellonistica che indica dove sono “migrati” gli ex votanti della Pacecco si trova affissa proprio alla Pacecco, che è sede anche dell’ufficio elettorale».
Ad ogni buon conto, il consigliere comunale di Città Civile Michele Cagnetta, a consultazioni ancora in corso, ha presentato un esposto – datato 17 aprile – per segnalare al prefetto di Bari le “gravi irregolarità” derivate dall’imprevisto, che – recita il documento – avrebbe scoraggiato la partecipazione alla votazione referendaria, «non consentendo ad anziani e/o persone di potersi recare al “nuovo” plesso scolastico».
La richiesta formale indirizzata da Cagnetta al Prefetto è di accertare le eventuali “gravi responsabilità” in merito alla scomoda vicenda. «Come si può garantire la partecipazione – è la domanda retorica di Città Civile – senza un minimo di organizzazione?».
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