L’Associazione Cattolica bacchetta il consiglio comunale terlizzese: «Aggressività è da condannare»

© nicolò vallarelli
L'Ac interviene con una nota sulle ultime evoluzioni nel dibattito politico locale, focalizzando in particolare l'attenzione sullo scorso fine settimana, definito «difficile da dimenticare»
L’Azione Cattolica interviene con una nota sulle ultime evoluzioni nel dibattito politico locale, focalizzando in particolare l’attenzione sullo scorso fine settimana, definito «difficile da dimenticare» per le quattro città della Diocesi.
WEEKEND “DA PAURA”. Il riferimento è anche alle schermaglie accadute nell’ultimo consiglio comunale a Terlizzi, in cui si sono registrati litigi e baruffe, più o meno verbali, tra sindaco, presidente del consiglio comunale e consiglieri.
Se a Ruvo preoccupa la pletora dei candidati sindaci – ben otto – e delle liste presentate al vaglio delle elezioni comunali («tanto da indurre a chiedersi se molti di loro prenderanno almeno il proprio voto», è la supposizione sarcastica dell’Ac), a Giovinazzo la situazione è altrettanto seria, dal momento che sabato mattina il sindaco Tommaso Depalma è stato aggredito in municipio da una donna, durante una discussione che verteva sulla “pretesa” di un alloggio popolare.
«Soltanto poche ore prima, venerdì sera – continua la nota – la sala consiliare del Comune di Terlizzi è stata teatro di un violento diverbio tra il sindaco Ninni Gemmato e il presidente del consiglio, per poco non sfociato in una vera e propria rissa».
Sabato sera, infine, a completamento di un weekend da incubo, l’ufficializzazione delle dimissioni del sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, a causa della fuoriuscita dalla maggioranza di un numero considerevole di consiglieri.
OPPORTUNO RIFLETTERE. «Storie molto diverse tra loro – considera l’Associazione Cattolica, – che fanno scaturire però alcune riflessioni che riteniamo opportuno esprimere. Proprio pochi giorni fa in quel di Ruvo abbiamo presentato alla comunità cittadina i Codici Etici per i partiti e gli elettori (che nel 2012 a Terlizzi e Giovinazzo e nel 2013 a Molfetta, avevamo posto al centro del dibattito politico elettorale); ci siamo spesi l’altra sera come allora per chiedere a chi si impegna in politica di vivere tale esperienza con consapevolezza, evitando di fare solo da “riempilista”; ci siamo spesi per ricordare che si sta intraprendendo la “più alta forma di carità” al servizio della gente e della propria città, dunque occorre tenere sempre alta la qualità del dibattito politico e bassi i toni del confronto dialettico, con l’atteggiamento di chi è capace di mettere da parte i propri interessi per il raggiungimento dell’obiettivo ultimo della politica: il Bene Comune».
«LA POLITICA NON SIA ARROGANTE». Malgrado il successo, per così dire, soltanto “parziale” dell’iniziativa, prosegue l’Ac, «continueremo a chiedere ai nostri amministratori coraggio e determinazione nel portare avanti la buona politica, quella che si basa sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla legalità; allo stesso modo non ci stancheremo di stare tra la gente a ribadire che il rinnovamento non può che partire dalla nostra cultura e dai nostri stili di vita. La Politica – sottolinea il comunicato – ha il dovere certo di avere gli “ultimi” come punto di rifermento, ma questi hanno il dovere di rispettare le regole di convivenza civile, senza l’arroganza di chi ritiene che tutto possa essere giustificato dalle contingenze (perdita del lavoro, mancanza di casa…). L’aggressività, fisica come verbale, è sempre e comunque da condannare, che provenga da figure istituzionali, come dal popolo; è necessario accorciare la distanza tra politica e mondo reale e “insieme” seguire un nuovo stile nel rapporto cittadini-politica».
UN NUOVO PATTO TRA CITTADINI E ISTITUZIONI. L’Associazione Cattolica richiama l’importanza, per chi si occupa di politica, di tenere sempre a mente il rapporto fondamentale di interconnessione tra «le singole “membra” e il tutto». Il bene comune che la politica dovrebbe raggiungere non è infatti «la sommatoria dei singoli interessi personali, ma la ricerca di un comune denominatore che porta al soddisfacimento dei bisogni di un comunità. La sensazione invece – continua Ac – è che nelle nostre città le singole parti vogliano avere il sopravvento, in una logica assolutamente egoistica e secondo una concezione assai povera e sterile della politica. E non conta che i protagonisti siano veterani della politica o giovani alle prime esperienze – conclude, amaramente, la nota, – in entrambi i casi sono solo un esempio della peggior politica, ormai stantìa ed obsoleta».
Il weekend appena trascorso in conclusione dovrebbe, secondo Ac, indurre alla riflessione, da parte dei cittadini e dei cattolici impegnati, «sulla necessità di un nuovo patto tra Istituzioni e cittadini, che insieme devono impegnarsi per costruire quel tutto che sintonizza e valorizza le parti».
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