Il 2 giugno a Terlizzi

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Ieri le cerimonie per la Festa della Repubblica
Una Terlizzi particolarmente presente alle diverse manifestazioni organizzate per i 70 anni dal referendum che istituì la Repubblica italiana.
Il sindaco Ninni Gemmato nella mattinata di ieri era a Roma per la cerimonia alla presenza del capo dello stato e delle massime autorità civili e militari nazionali.
«Per noi oggi – ha commentato – è un onore e un privilegio che la parata – non più solo militare ma anche civile – del 2 Giugno a Roma sia aperta dai sindaci ornati della fascia tricolore. Sindaci di grandi città, di piccoli borghi, di tutti i colori politici, uniti per la Festa della Repubblica, a cui abbiamo giurato fedeltà, ed in nome di tutti i cittadini italiani che eleggono, nel sindaco, il loro primissimo rappresentante. Nel riconoscere nelle tante diversità che connotano il nostro paese un valore e nel tentare di ricomporre le divisioni in nome dell’unità nazionale, l’identità comunale ha un ruolo di assoluta protagonista».
Nelle stesse ore, era l’assessore Paolo Malerba a rappresentare Terlizzi alla cerimonia organizzata dalla Prefettura di Bari, e a ornare della Medaglia della Liberazione il terlizzese Michele d’Aniello, partigiano durante il secondo conflitto mondiale.
Infine, in serata, la cerimonia cittadina.
«Nonostante l’impegno a Roma, non ho voluto rinunciare alla tradizionale commemorazione anche a Terlizzi. Se è un onore per me indossare la fascia tricolore anche fuori dalle mura cittadine e rappresentare tutto il popolo di Terlizzi anche in altri contesti, sono altrettanto onorato di essere portavoce nella stessa nostra città di quei valori sulle cui basi poggia anche il ruolo delle autonomie locali», ha detto il sindaco.
Quindi, nel suo discorso i riferimenti sono stati quelli ai fucilieri di Marina coinvolti nel caso Enrica Lexie, «la cui presenza stamattina a Roma – ha dichiarato Gemmato – sarebbe stata un segnale forte di vicinanza e solidarietà», ma anche a Giovanni Colangeli, il magistrato pugliese a capo della Procura di Napoli.
«Qualche giorno fa è stato l’anniversario della strage di Capaci, episodio che ha strappato via questo Paese il grande giudice Giovanni Falcone. Tra qualche settimana ricorrerà l’anniversario della strage di via D’Amelio che portò via a noi tutti il suo collega Paolo Borsellino che con lui condivideva l’impegno contro la mafia. Se non siamo riusciti a salvare loro, oggi dobbiamo a ogni costo tentare di salvare un altro uomo di giustizia pretendendo che lo Stato, la politica, il Governo lo proteggano nel modo più adeguato possibile e sostengono le sue inchieste il suo lavoro senza mai lasciarlo solo come invece fu fatto per Falcone Borsellino».
Gemmato ha poi ricordato Giulio Regeni e i giovani del Sud Italia: «In questo momento non è il miglior destino nascere in un Sud col tasso di disoccupazione doppio rispetto al Nord. Anche la loro è una storia da raccontare».
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