Condotta marina a Torre Calderina, il progetto va avanti. L’ira dei 5 Stelle

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Il Comitato tecnico ritiene compatibile l'intervento, a fronte di alcune prescrizioni e monitoraggi di cui dovrà farsi carico l'Autorità Regionale
La vicenda della realizzazione della condotta sottomarina che dovrà scaricare al largo delle coste tra Bisceglie e Molfetta i reflui della depurazione di cinque Comuni: Bisceglie, Corato Molfetta, Ruvo e Terlizzi, con 220 mila abitanti, torna prepotentemente alla ribalta.
Ancora una volta ad accendere i riflettori sul caso sono gli attivisti dei “Cittadini a 5 Stelle in MoVimento” di Bisceglie Enzo Amendolagine, Titti Mastrapasqua, Pasquale Zecchillo, Dino Cormio, Pippo Acquaviva, Pinuccio Somma, Giuseppe Losapio, Giuseppe Maenza, Vincenzo Simone e Susanna Lopopolo, che in una nota riassumono la storia della vicenda alla luce delle ultime decisioni prese da «Acquedotto Pugliese SpA, gestore del servizio idrico integrato che, affiancato dalla Regione Puglia, propone, promuove, progetta e impone lo scarico di fogna in mare più grande della Regione».
«Nonostante anni di informazione tra i cittadini, opposizione popolare e partecipazione collettiva alla procedura di valutazione del progetto scellerato di scarico concentrato in un unico punto della fogna – si legge nella nota dei “Cittadini a 5 Stelle in MoVimento” di Bisceglie -, un progetto che non valuta soluzioni alternative come quella del riutilizzo dei reflui in agricoltura, un progetto che condanna l’ultima Area Naturale del nostro territorio a perenne fognatura; nonostante l’impianto depuratore di Molfetta non funziona e scarica fogna tal quale (a titolo di esempio, nel 2015 l’ARPA ha misurato livelli di superamento rispetto ai termini di legge degli inquinanti scaricati dal depuratore di Molfetta fino a oltre 1.100% sul valore consentito dal D.Lgs. 152/06); nonostante la presenza degli impianti di affinamento realizzati e collaudati da 4 anni, con annessa rete irrigua da 48 Km di tubazioni distribuita su 1320 ettari di suolo, impianti mai entrati in funzione e abbandonati; nonostante oggi il Comitato di Valutazione d’Impatto Ambientale conferma l’analisi negativa e sfavorevole riguardo il quadro progettuale, programmatico e ambientale presentato da Acquedotto Pugliese e nonostante lo stesso Comitato VIA il 16/02/2016 rilasciava giudizio negativo al progetto definitivo della condotta sottomarina per l’incompatibilità ambientale dell’opera, apprendiamo che il comitato tecnico ritiene comunque compatibile l’intervento, a fronte di alcune prescrizioni e monitoraggi di cui dovrà farsi carico l’Autorità Regionale».
«E’ questo l’epilogo dello sporco affare della condotta sottomarina?», si chiedono i “Cittadini a 5 Stelle in MoVimento” di Bisceglie.
«Perché dopo il giudizio negativo di gennaio – proseguono -, il parere negativo della Città Metropolitana di Bari, le osservazioni negative di tutte le Associazioni e i Movimenti intervenuti nella fase di inchiesta pubblica, oggi assistiamo ad un netto voltafaccia con accoglimento del progetto di scarico a mare proposto da AQP? Il sistema di depurazione non è certo migliorato né migliorerà con la costruzione di un tubo di cemento, gli impianti di riutilizzo delle acque reflue pagati con i soldi nostri continueranno a giacere abbandonati mentre lo sversamento concentrato di elevatissimi carichi inquinanti in un solo punto in mare peggiorerà la qualità delle acque costiere: la condotta sottomarina non tutela gli interessi della collettività. La condotta sottomarina è solo il grande affare di chi prenderà i 30 milioni di euro di finanziamento pubblico per nascondere nel cemento la fogna che non vuole depurare. Secondo noi la condotta sottomarina se realizzata, sarà la più grande discarica marina mai vista; se non realizzata sarà una delle tante opere incompiute, buone solo a spendere i soldi distribuiti a pioggia dall’Unione Europea».
I Cittadini a 5 Stelle in MoVimento «fin dall’inizio hanno fatto luce sul progetto sciagurato di scaricare oltre 60.000 tonnellate di fogna mal depurata in un unico punto presso l’Area Naturale di Torre Calderina. Da allora gli abitanti dei 5 Comuni coinvolti hanno preso coscienza del grave rischio ambientale a cui la Regione Puglia e AQP SpA stavano sottoponendo il nostro mare, il nostro territorio, il nostro turismo, la nostra economia. Intanto che la coscienza popolare è maturata, che le associazioni e i movimenti di liberi cittadini hanno costituito il fronte del No alla Condotta Sottomarina contro lo scarico inquinante della fogna di Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi al largo nel mare tra Bisceglie e Molfetta, il progetto di Acquedotto Pugliese ha fatto il suo corso, prima promosso nell’agosto 2014, poi bocciato nel febbraio 2016 per incompatibilità ambientale, e infine ri-ammesso seppur con prescrizioni».
«La stessa idea progettuale – continuano -, lo stesso scarico, lo stesso danno ambientale, tre giudizi diversi tra loro, emessi dal gruppo di esperti membri del Comitato di Valutazione d’Impatto Ambientale della Regione Puglia. Che senso ha tutto questo? Noi Cittadini non abbiamo mai cambiato idea, il buon senso ci ha guidati fin dall’inizio e ci siamo sempre convintamente opposti a questo delirio dello scarico concentrato in un unico punto di tutta la fogna di 5 Comuni. Gli Enti che amministrano questo nostro sfortunato territorio invece cambiano parere da un giorno all’altro, sullo stesso progetto, sullo stesso scarico di fogna. Lo sporco affare della condotta sottomarina ci dimostra ancora una volta come tutto ruota intorno agli interessi di parte, che le parti in causa si battono fino a quando ciascuna ha trovato soddisfatto il proprio interesse finanziario, e alla fine è fatta: la condotta si può fare».
I Cittadini a 5 Stelle in MoVimento promettono battaglia: «ci siamo opposti sin dall’inizio, ci opporremo fino alla fine: per difendere il nostro mare, perché il territorio è un bene comune e non uno strumento per far soldi, perché non vogliamo perdere l’ultima Area Naturale tra Bisceglie e Molfetta, perché non ci arrendiamo alla discarica di fogna sul Posidoneto davanti Torre Calderina».
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