Referendum costituzionale, il Pd: «”Sì” una svolta epocale»

La Redazione
Renzi Boschi

Dibattito martedì con Giuseppe Morgese dell’Università di Bari

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Il 28 giugno, nella sede del Partito democratico, si è tenuto un incontro con Giuseppe Morgese, docente dell’Università di Bari, e Maria Teresa D’Arenzo sul tema del referendum costituzionale del prossimo ottobre.

Parecchi quesiti sono stati posti a Morgese circa la reale utilità del referendum che modificherebbe la nostra Costituzione con l’abolizione del senato (il quale verrebbe rappresentato da consiglieri regionali), con il varo della nuova legge elettorale e con la modifica del titolo quinto.

Il referendum – ha raccontato Morgese – potrebbe «rendere il paese più governabile e più efficiente nel formulare leggi che possano consentirci di essere più competitivi a livello europeo e mondiale, al fine di poter finalmente ammodernare il paese e contrastare, di conseguenza, più efficacemente le criticità derivanti da una perdurante stagnazione economica».

«L’Italia – aggiunge il Pd – è l’unico paese europeo (la Svizzera non fa testo) ad avere due camere per legiferare, con tempi burocratici lunghi e numerose problematicità se i numeri della maggioranza di ciascuna camera risultano diversi. La nostra Costituzione, con i suoi settant’anni di storia, deve fronteggiare le contingenze attuali, dal momento che sono cambiate, oltre a essere in continua evoluzione, le dinamiche degli stati mondiali. Si tratta, pertanto, di una vera “svolta epocale” che comunque non permetterà affatto (così come è stata formulata) che ci sia “un uomo solo al comando».

Tale riforma – insistono i “dem” terlizzesi «è stata inseguita da quasi 30 anni e ora che un governo di centro-sinistra sta raggiungendo il traguardo per il bene del paese e di tutti i cittadini, le opposizioni (comprese le destre prima favorevoli) ne stanno facendo solamente una esclusiva battaglia personale contro Renzi, che ha avuto il coraggio di assumersi in prima persona la grande responsabilità di ridefinire sia alcune parti costituzionali sia la legge elettorale che così come sono ora delineate, stanno paralizzando l’Italia».

Per tutte queste motivazioni, il Partito democratico di Terlizzi sosterrà fortemente il referendum di ottobre iniziando da subito la raccolta firme con banchetti allestiti nella sede del partito.

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