Terlizzi è in guerra contro le blatte: «Si infiltrano anche nei mastelli dei rifiuti»

Aumentano le segnalazioni da parte dei cittadini, specie sull’asse di viale delle Mimose
Da qualche tempo i quartieri che si affacciano sull’asse stradale di viale delle Mimose sono interessati da una poco confortante invasione di scarafaggi.
Non si sa per quale motivo i poco aggraziati insetti si siano messi a zampettare squallidamente in superficie: forse l’afa sta facendo boccheggiare anche loro, che pure amano l’umidità dei bassifondi e sogliono brulicare nell’oscurità degli scantinati e dei tuguri o svernare dietro la lavastoviglie, per la delizia delle massaie. Fatto sta che molti cittadini, soprattutto in queste ultime settimane, stanno segnalando – anche fotograficamente – un sensibile incremento “demografico” delle bestiole, che, seppur tendenzialmente innocue, sono indice inconfutabile di una condizione igienica non esattamente ottimale dell’ambiente in cui prolificano.
Schifate testimonianze giungono copiose dall’area della posta centrale, da via Macello, via Gorizia, lungo viale delle Mimose, e lì attorno. Tutte, senza soluzione di continuità, mettono in evidenza la facilità con cui gli scarafaggi sembrano proliferare, osando penetrare spesso e volentieri non solo nei garage, ma persino negli appartamenti. Già: molte specie di scarafaggi – confermano gli etologi – ambiscono al ruolo di commensali dell’uomo, e vogliono banchettare in casa sua.
Pur di entrare nei tinelli dei terlizzesi gli ambiziosi animali sono capaci di escogitare notevoli trucchi. L’altro ieri una cittadina ha riferito su una delle piazze web locali che alcune astute blatte si erano imboscate nel mastello esposto nottetempo per il porta a porta: al mattino, al momento del ritiro in casa, l’orrida sorpresa. La cosa assume contorni vagamente inquietanti: una stupefatta signora, residente nella zona incriminata, testimonia addirittura di aver sorpreso nel suo condominio alcuni scaltriti esemplari intenti a prendere l’ascensore, evitando la fatica di fare le scale. La specie si sta evidentemente evolvendo.
A parte gli scherzi, l’innegabile diffusione dei blattoidei rischia di aggravarsi e sarebbe bene intervenire drasticamente prima che essa diventi una piccola, squallida “piaga” cittadina. Non si pone ovviamente nemmeno il caso di attribuire responsabilità in merito al sistema del porta a porta, ma sarebbe ad ogni modo opportuno riconsiderarne le modalità, anche alla luce delle numerose critiche e obiezioni mosse dai cittadini sotto il profilo igienico-sanitario in questi primi mesi di implementazione. E’, ad esempio, innegabile che, quando al mattino rientrano in casa dopo una notte passata fuori, i mastelli sono dei ricettacoli di… imprevisti.
E se solo una stretta minoranza di cittadini coglie l’occasione per reclamare un improbabile ritorno ai contenitori dei rifiuti stradali, la maggior parte non sembra mettere in discussione il principio civico della raccolta differenziata, ma valuta nondimeno che sia assolutamente necessario, da parte dell’amministrazione, adoperarsi concretamente per incrementare il livello di sicurezza del porta a porta, che per come è attualmente concepito è senza ombra di dubbio migliorabile – in ogni aspetto.
Non ultimo, quello difensivo-militare: Terlizzi non può assolutamente permettersi di perdere la guerra contro le blatte.
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