Disastro ferroviario, le prime vittime accertate

La Redazione
Scontro tra Treni tra Andria e Corato

Presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari da stamattina le procedure di riconoscimento delle salme

0 commenta

Il suo è il primo nome delle vittime dello scontro che è stato diffuso. Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina (in provincia di Lecce), sposato con due figlie, era stato assunto nella Polizia di stato il 25 ottobre 1989. Un collega poliziotto che stava lavorando ai soccorsi l’ha riconosciuto e identificato diirettamente sul luogo del disastro. Vicequestore aggiunto in forza alla Questura di Bari dove lavorava come dirigente dell’Ufficio del Personale, stava raggiungendo l’ufficio a Bari da Andria, dove abitava, per prendere servizio alle 14 dopo un periodo di ferie. Molto conosciuto ad Andria per la sua grande passione per la musica, aveva partecipato a numerose perfomances artistiche di alto livello.

Pasquale Abbasciano, di Andria, era uno dei due macchinisti. Sarebbe andato in pensione a breve. Amava il suo lavoro e la campagna, coltivava ciliegie. Dopo il lavoro doveva andare ad Andria per raggiungere la figlia che stava terminando i preparativi per il suo matrimonio.

Giuseppe Acquaviva, 51 anni, di Andria, era un contadino. Stava lavorando nel suo campo quando è stato colpito da un pezzo di lamiera.

Alessandra Bianchino, 29 anni, di Andria, era una ragazza solare, molto conosciuta presso l’Oratorio Salesiano e nel mondo del volontariato.

Jolanda Inchingolo, 25 anni, di Andria, ieri stava andando a Bari per iniziare un tirocinio. Il fidanzato di sempre, Marco, con cui stava progettando il matrimonio, e tutta la sua famiglia hanno vagato per ore alla ricerca di segni positivi, poi la tremenda notizia. Dalla pagina Facebook traspare tutto il suo dolore e l’incapacità di rassegnarsi a una tragedia così grande.

Gabriele Zingaro, 25 anni, di Andria, lavorava come metalmeccanico. Lavorava a Bitonto, si era ferito a un dito e stava rientrando da Bari dove aveva fatto una visita medica.

Francesco Tedone, 19 anni: «Stava tornando a casa – racconta la madre – era andato a trovare un’amica».

Enrico Castellano, nato a Ostuni, aveva 72 anni. Da tempo risiedeva a Torino ed era un dirigente del Banco di Napoli. Lunedì era atterrato a Bari per andare a trovare il figlio in occasione del compleanno del nipotino di due anni.

Antonio Summo, 15 anni, di Ruvo di Puglia. Musicista (suonava la tromba), si stava recando a scuola per recuperare dei debiti formativi presso l’Istituto Tecnico Industriale di Andria. I parenti lo hanno definito «un bambinone, un ragazzo buono». 

Donata (il cognome non è ancora stato reso noto) è la nonna sessantenne di Terlizzi che ha salvato la vita al nipote Samuele, il bimbo recuperato vivo dalle macerie, che era tra le sue braccia.  Stavano andando a Barletta per prendere una coincidenza per Milano e tornare a casa dai genitori. Il piccolo era in Puglia per passare qualche giorno di vacanza con la nonna.

Gli altri nomi saranno resi noti man mano che sarà appurata l’identità delle salme che giacciono presso il Policlinico di Bari.

Nel frattempo presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari continuano le procedure di riconoscimento delle salme: sul posto stanno operando squadre di 118 e di soccorso psicologico per assistere i parenti straziati dal dolore.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!