Tragedia ferroviaria, 23 le vittime accertate. I nomi e le storie di chi non ce l’ha fatta

La Redazione
Il fotoracconto della tragedia sui binari tra Corato e Andria. Le ultime dal luogo del disastro

Molti i giovani a bordo dei due treni della morte. Due i terlizzesi deceduti, Donata Pepe e Albino De Nicolo

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Pubblichiamo qui l’elenco completo delle vittime del disastro ferroviario: ricordiamo che delle 23 salme consegnate all’Istituto di Medicina Legale, 22 hanno ricevuto il riconoscimento. La 23esima vittima, un uomo tra 55 e 60 anni, presumibilmente italiano, attende ancora un nome che però dovrebbe arrivare, come assicurato dal prof. Introna, nelle prossime ore.

«Oggi pomeriggio e domani procederemo con gli accertamenti radiologici e poi con due-tre autopsie al massimo. Poi, andremo avanti con una Tac di tutte le salme e con ulteriori 2-3 indagini identificative aggiuntive». Lo ha detto il professor Francesco Introna responsabile del dipartimento di Medicina Legale del Policlinico di Bari al termine delle procedure di identificazione delle 23 vittime dell’incidente ferroviario avvenuto tra Corato e Andria.

Il suo è il primo nome delle vittime dello scontro che è stato diffuso. Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina (in provincia di Lecce), sposato con due figlie, era stato assunto nella Polizia di stato il 25 ottobre 1989. Un collega poliziotto che stava lavorando ai soccorsi l’ha riconosciuto e identificato diirettamente sul luogo del disastro. Vicequestore aggiunto in forza alla Questura di Bari dove lavorava come dirigente dell’Ufficio del Personale, stava raggiungendo l’ufficio a Bari da Andria, dove abitava, per prendere servizio alle 14 dopo un periodo di ferie. Molto conosciuto ad Andria per la sua grande passione per la musica, aveva partecipato a numerose perfomances artistiche di alto livello.

COMMISSARIO PREFETTIZIO A TERLIZZI. Schinzari era stato uno dei tre commissari prefettizi nominati dal Prefetto di Bari Catenacci in seguito allo scioglimento del consiglio comunale di Terlizzi nel 1993. A “reggere” il nostro municipio arrivarono il viceprefetto Luigi Varratta, l’ingegnere del provveditorato opere pubbliche Francesco Musci e il commissario di polizia purtroppo deceduto ieri mattina. Pochi mesi dopo, a maggio, lo scoppio dell’autobomba sotto il Palazzo di Città. Secondo qualcuno il triumvirato stava indagando troppo.

Pasquale Abbasciano, di Andria, era uno dei due macchinisti. Sarebbe andato in pensione a breve. Amava il suo lavoro e la campagna, coltivava ciliegie. Dopo il lavoro doveva andare ad Andria per raggiungere la figlia che stava terminando i preparativi per il suo matrimonio.

Giuseppe Acquaviva, 59 anni, di Andria, era disoccupato e viaggiava con la sorella Serafina Acquaviva, anche lei morta nell’impatto.

Alessandra Bianchino, 29 anni, di Andria, era una ragazza solare, molto conosciuta presso l’Oratorio Salesiano e nel mondo del volontariato.

Jolanda Inchingolo, 25 anni, di Andria, ieri stava andando a Bari per il tirocinio prima di conseguire la laurea in Chimica. Il fidanzato di sempre, Marco, con cui stava progettando il matrimonio, e tutta la sua famiglia hanno vagato per ore alla ricerca di segni positivi, poi la tremenda notizia. Dalla pagina Facebook traspare tutto il suo dolore e l’incapacità di rassegnarsi a una tragedia così grande.

Gabriele Zingaro, 25 anni, di Andria, lavorava come metalmeccanico. Lavorava a Bitonto, si era ferito a un dito e stava rientrando da Bari dove aveva fatto una visita medica.

Benedetta Merra, 52 anni di Andria, si stava recando a Bari per alcuni controlli medici.

Pasqua Carnimeo (per gli amici Patty), 30 anni. Lascia una bambina di due anni e mezzo. Faceva l’estetista e tutti i giorni, con quel treno, andava a lavorare a Bari la città dove era nata. Si era trasferita ad Andria dopo il matrimonio.

Maria Aloysi, 49 anni, viveva a Modugno ma tornava spesso ad Andria per far visita al padre. Lascia il marito Donato e i figli LeoMarco e Andrea. Stava tornando verso Bari dopo aver passato alcuni giorni ad Andria ad assistere il padre.

Michele Corsini, 61 anni, originario di Barletta, si muoveva tra la città natale, dove gestiva un bar, e Bergamo. 

Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, di Corato. Era tornato dal Giappone nei giorni scorsi: dopo aver studiato lì per diverso tempo, il prossimo anno avrebbe dovuto frequentare la scuola in Italia. Stava andando ad Andria per incontrare un professore, ma purtroppo non vi è mai arrivato.

Luciano Caterino, 37enne nato e residente a Corato, uno dei macchinisti. «Un grande lavoratore, un grande collega, un grande amico» dicono i colleghi della Ferrotramviaria. Tutti preferiscono il silenzio, almeno per ora: «è difficile riprendere a lavorare o anche solo a pensare».

Enrico Castellano, nato a Ostuni, aveva 72 anni. Da tempo risiedeva a Torino ed era un dirigente del Banco di Napoli. Lunedì era atterrato a Bari per andare a trovare il figlio in occasione del compleanno del nipotino di due anni.

Antonio Summo, 15 anni, di Ruvo di Puglia. Musicista (suonava la tromba), si stava recando a scuola per recuperare dei debiti formativi presso l’Istituto Tecnico Industriale di Andria. I parenti lo hanno definito «un bambinone, un ragazzo buono». 

Donata Pepe è la nonna sessantenne di Terlizzi che ha salvato la vita al nipote Samuele, il bimbo recuperato vivo dalle macerie, che era tra le sue braccia.  Stavano andando a Barletta per prendere una coincidenza per Milano e tornare a casa dai genitori. Il piccolo era in Puglia per passare qualche giorno di vacanza con la nonna.

Albino De Nicolo, finora dato per disperso nella strage ferroviaria avvenuta ieri mattina sulla Andria-Corato, è ufficialmente tra le vittime accertate. Il capotreno terlizzese, 53 anni, è stato identificato già ieri presso il Policlinico di Bari.

Salvatore Di Costanzo, 56 anni, abitava a Bergamo ed era agente di commercio oltre che allenatore della Val Cavallina. Ieri pomeriggio si sarebbe dovuto recare ad Andria per un appuntamento di lavoro: volato di prima mattina dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, era atterrato a Bari, ma dopo un sms inviato a un amico di lui non si era avuta più traccia. 

Maurizio Pisani, 49 anni, originario di Pavia, viveva a Milano e proprio nel capoluogo lombardo stava tornando dopo aver passato del tempo con la figlia e la moglie (che non si trovavano sul treno) in Puglia. 

Julia Favale, docente di conversazione in lingua straniera (francese), aveva lavorato presso il Liceo Classico di Andria e presso il Liceo Scientifico di Barletta.

Rossella Bruno, 21 anni, di Andria

Nicola Gaeta

L’ultimo a essere identificato è stato Giovanni Porro, 60 anni, di Andria, che lavorava presso la Comunità Montana di Ruvo e si stava recando lì.

Si ipotizza che i funerali si terranno sabato mattina; il sindaco Giorgino sta interloquendo con il ministero per valutare ipotesi di un funerale di Stato.

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