Il piccolo Samuele tornerà a casa. «Ma dov’è nonna Donata?»

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Il bambino, estratto vivo dalle lamiere dai vigili del fuoco e ricoverato al Bonomo di Andria, ha compiuto proprio ieri sette anni. Sua nonna, Donata Pepe, terlizzese, non ce l’ha fatta
Nonna Donata ha cercato fino all’ultimo di fare scudo sul nipotino Samuele, proteggendolo tra le braccia. Il suo sacrificio, forse, è valso la vita del piccolo, che è stato ritrovato incastrato tra le lamiere e salvato dai vigili del fuoco. La donna, sessant’anni di Terlizzi, è stata identificata ieri mattina, durante il riconoscimento presso il Policlinico. È tra le ventitré vittime della strage ferroviaria avvenuta sulla Bari Nord, tra Andria e Corato. Ha condiviso la sua sorte un altro terlizzese, Albino De Nicolo, 53 anni, che su uno dei due convogli stava lavorando come capotreno.
I due, nonna e nipote, scortati dagli zii, erano saliti poco prima sul treno, diretti verso Barletta, da dove sarebbero partiti per Milano con le Ferrovie dello Stato. Dopo circa un mese di vacanza in Puglia, Samuele si apprestava a tornare su, dai suoi. La sua storia assomiglia a quella di tanti bimbi che, particolarmente nel periodo estivo, vengono affidati per qualche giorno dalle famiglie di origine meridionale ai nonni, giù al sud, che li sottopongono a uno speciale trattamento a base di coccole, aria aperta, sole e mare, restituendoli felici e corroborati ai genitori.
E al mare c’era stato proprio il giorno prima della tragedia, Samuele, a Giovinazzo, la spiaggia dei terlizzesi per eccellenza, naturalmente in compagnia della nonna. Lì aveva incontrato un altro “nipotino del nord”, fraternizzando subito. All’estemporaneo compagno di giochi e di bagni aveva raccontato un po’ di sé e del ritorno a casa ormai incombente. Lo scricciolo avrebbe dovuto festeggiare il suo settimo compleanno a Milano, compiuto oggi, tra le braccia dei suoi.
Lo ha passato purtroppo al Bonomo di Andria, dov’è ricoverato da due giorni: della sorte di nonna Donata non gli è stato detto nulla. Le sue condizioni non sono molto gravi, ha qualche ferita, ma è vispo e dialoga. E’ stato festeggiato con una crostata alla ciliegia e per regalo ha ricevuto due scatole di giochi e una maglia del Milan, la sua squadra preferita. Attorno a lui si stringono – divisi tra il sollievo per la sua incolumità e il dolore per la nonna – la mamma, il papà, i cuginetti. Il personale medico ha creato una sorta di “cordone sanitario” per preservarlo dalle eccessive attenzioni della stampa e dei curiosi. Provano a distoglierlo dai brutti pensieri le dottoresse clown, che lo hanno eletto a mascotte, ribattezzandolo “Super Samuele”.
Sono passati a trovarlo ieri il sindaco di Andria Giorgino, che ha parlato con lui di calcio – argomento su cui il bambino sembra particolarmente preparato -, e il governatore della Regione Emiliano, che in serata, dopo aver passato in rassegna i feriti del Bonomo, si è soffermato dal bambino, cui ha lasciato alcuni doni. Mentre gioca e parla, Samuele continua a rimuginare e ogni tanto chiede: “Dov’è la nonna?”.
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