L’ultimo addio alle vittime della tragedia. I pm: «Registri di viaggio alterati»

© Saverio Cicco
Ieri ad Andria i funerali di gran parte delle vittime del 12 luglio con le più alte cariche dello stato. Gli inquirenti tranesi: «Inverosimile l’errore umano di sei persone»
FUNERALI AD ANDRIA. «Le nostre coscienze sono state addormentate da prassi che ci sembrano normali ma non lo sono: quelle prassi dell’economia in cui non si pensa alla vita delle persone ma alla convenienza e all’interesse, senza scrupoli e cono piccole e grandi inadempienze del proprio dovere». È uno dei passaggi dell’omelia del vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, al funerale di 13 delle 23 vittime del disastro ferroviario del 12 luglio.
Nel palasport di Andria questa mattina c’erano 5mila persone. In prima fila il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, il governatore della Puglia Michele Emiliano, i sindaci di Corato, Andria e Bari. Accanto ai parenti delle vittime c’erano numerosi soccorritori e quanti in questi giorni si sono prodigati per dare aiuto.
INDAGINI IN CORSO. Intanto proseguono le indagini sul disastro da parte della Procura di Trani. Gli inquirenti ritengono «inverosimile l’errore umano di sei persone». I comportamenti che avrebbero portato allo scontro sono quelli di sei ferrovieri: i due capistazione che hanno dato il via libera ai treni, i due macchinisti e i due capitreno che non si sono accorti che i loro convogli non dovevano partire. Per questo le indagini si stanno indirizzando per capire se i ferrovieri fossero tutti nelle condizioni di percepire il pericolo.
Le Fiamme gialle avrebbero già acquisito le proroghe del contratto di concessione tra Regione Puglia e Ferrotramviaria, i contratti di servizio che legano da decenni l’ente pubblico alla società privata, il regolamento di esercizio di Ferrotramviaria e la carta dei servizi dell’azienda. Dagli atti potrebbero emergere eventuali responsabilità di tecnici e politici regionali. Il pool di cinque magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Giannella, approfondirà se le continue proroghe del contratto di servizio, fatte quasi automaticamente, hanno preso seriamente in considerazione il profilo della sicurezza sulla linea a binario unico in cui è avvenuto l’incidente.
REGISTRI ALTERATI. Nella giornata di ieri, intanto, è emerso che i registri di viaggio delle stazioni erano incompleti, in contraddizione e probabilmente falsi. “Un’alterazione «evidente», sui registri di almeno una stazione, dell’orario di transito di uno dei tre treni in viaggio sulla tratta Corato-Andria il giorno del disastro ferroviario è stata riscontrata dagli investigatori della procura di TraniI”, scrive il “Corriere della Sera”. I documenti in sostanza erano stati corretti a penna, forse per non tradire ritardi. I pm tranesi hanno stanno conducendo accertamenti per appurare se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l’errore compiuto che ha portato al disastro. L’alterazione dei registri non cambia la questione relativa all’incidente secondo la Procura, ma è utile a far luce sulla ricostruzione della dinamica dei fatti.
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