L’Umbria Jazz Festival “celebra” Vito Pollio, pittore nomade. Foto. Video

vito pollio

Il terlizzese da anni è ormai il ritrattista di strada “ufficiale” della celebre rassegna musicale internazionale perugina

42 commenta

“L’amore per la musica, c’è chi lo dipinge e chi se lo scrive sulla pelle!”.

Così scrivono gli admin della pagina facebook dell’Umbria Jazz Festival per celebrare, con tanto di corredo fotografico, colui che può ambire a tutti gli effetti al ruolo di pittore di strada “ufficiale” della rassegna musicale più famosa dello Stivale, giunta quest’anno alla sua quarantatreesima edizione.

Classe 1976, terlizzese, Vito Pollio frequenta annualmente dal 2011 il Festival, in cerca di clienti dai gusti raffinati e, perché no, di visibilità. Durante tutta la manifestazione – iniziata quest’anno l’otto luglio e terminata domenica scorsa – la sua “base” è stata corso Vannucci, vero e proprio salotto monumentale di Perugia, dove si è piazzato con sgabello, cavalletto e tavolozza per ritrarre dal vivo, in pochi minuti, chiunque lo desiderasse (vedi video), con una vena di libertà espressiva e di improvvisazione del resto in armonia con il contesto jazz. 

In accordo al genere musicale, peraltro, quest’anno il terlizzese ha esportato nella terra di San Francesco la sua pregevole collezione di ritratti dei più grandi jazz- e bluesman della storia, da John Lee Hooker a John Coltrane, da Miles Davis a Charles Mingus, e molti altri giganti ancora (vedi galleria fotografica). Tutta gente che si è effettivamente esibita in queste vie e in queste piazze, contribuendo a far grande una manifestazione che anche nel 2016 ha ospitato i più nomi più blasonati della scena jazz internazionale, nonché gli interpreti delle più sofisticate, innovative, colte contaminazioni musicali, dalla world alla fusion, passando per l’avant-garde. 

Il festival umbro è una tappa fissa per il nostro concittadino, pittore estroso e nomade, che ogni anno in primavera lascia la sua tana-atelier terlizzese per “migrare” a bordo del suo fedele camper – che in città è una vera e propria istituzione – verso nord, alla volta dell’Olanda o della Francia, oppure verso sud-ovest, attraverso Spagna e Portogallo, portando la propria arte on the road. 

Questo lungo viaggio, di piacere e di lavoro, termina di solito alla fine dell’estate, quando Pollio fa ritorno a casa, in Puglia, letteralmente carico, anzi strabordante di esperienze, sensazioni, impressioni che puntualmente trasferisce su tela, col suo stile peculiarmente espressionistico e una sensibilità, una inventiva che sembrano ispirate proprio alla filosofia del jazz. Arte e vita, avventura e creatività sono, per questo spirito libero, un chiasmo irrinunciabile.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!