Il “sabato del villaggio” in chiaroscuro. Galleria fotografica in b/n

© paolo vallarelli
Il primo giorno di Festa Maggiore è stato complicato dal maltempo, costringendo gli organizzatori a stravolgere il programma
È stato un sabato di Festa Maggiore in chiaroscuro, quello appena trascorso.
E dire che le premesse per una ouverture degna di nota c’erano tutte: nel primo pomeriggio nonostante la pioggia incessante, i nuvoloni, i tuoni e i fulmini erano giunte nel borgo frotte di fedeli e curiosi muniti di ceri e pronti a scortare per chilometri la Madonna di Sovereto nel suo suggestivo viaggio di ritorno in città.
Che – cosa inedita – quest’anno avrebbe dovuto avvenire a bordo di un rustico carro trainato da buoi, in ossequio alla leggenda fondativa relativa all’Icona Nera.
Ma dopo un paio d’ore di ponderata valutazione, prendendo atto delle oggettive avversità, gli organizzatori – il Comitato Festa Maggiore d’intesa con la Confraternita, il Vescovo e il parroco della Concattedrale Vitagliano – hanno a malincuore rinviato la processione. Attorno alle diciannove è stato diramato il comunicato ufficiale e il borgo si è lentamente e mestamente svuotato, nel passaparola generale dei convenuti circa la nuova convocazione, prevista per stamattina alle ore 8.
Nel frattempo, anche in città la festa non è sembrata decollare, complici il tempo inclemente e la temperatura fresca. Poca gente per le strade e nella nuova sede di viale dei Lilium il luna park non è stato preso d’assalto come in altri anni. Non proprio un clima da “sabato del villaggio”, purtroppo.
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