Vitagliano: «La Festa Maggiore non sarà mai un flop. Ma adesso è necessaria la Fondazione»

La Redazione
pasquale vitagliano

L’esponente di Città Civile commenta l’edizione appena archiviata della festa patronale, fornendo alcune “modeste proposte”

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Va in archivio la Festa Maggiore 2016, una edizione che, seppure in parte complicata dal maltempo – che ha di fatto cancellato il programma del sabato -, è stata intensa e partecipata, anche emotivamente, da tutta la comunità.

Non sono tuttavia mancate le polemiche e le critiche, a vario titolo, anche quest’anno. Ma “le polemiche accompagnano sempre la nostra Festa Patronale – nota Pasquale Vitagliano, esponente eccellente di Città Civile -. “Del resto un festa patronale è nel Sud il precipitato dei vizi e delle virtù di un’intera comunità locale – riflette -. Spesso le critiche sono fondate, altre volte sono solo il frutto amaro di una figura meridionale tipica, che Franco Arminio chiama il “demoralizzatore professionista””. 

In ogni caso, la Festa – rassicura Vitagliano – “ha una bellezza intrinseca che la fa funzionare indipendentemente dalle più o meno giuste sorti umane”. “Solo il maltempo può guastarla”, chiosa.

REGOLAMENTO. A bocce ferme, comunque, è bene comprendere che in prospettiva futura sarà necessario un ulteriore sforzo organizzativo e “strategico” – tiene fermo l’ex candidato sindaco -: “non tutto può essere lasciato al suo collaudato meccanismo interno, alle sue prassi e ai suoi rituali non scritti. Si rende necessario un regolamento che con poche e precise norme disciplini le questioni cruciali dell’organizzazione: dalla scelta del timoniere alla ripartizione degli oneri tra comitato e comune, alla rendicontazione”.

In secondo luogo, specifica Vitagliano, “sarebbe utile distinguere la dimensione religiosa del comitato da quella laico-istituzionale con la costituzione di una Fondazione che abbia alla guida il sindaco pro-tempore o meglio un presidente qualificato, con lo scopo di diffondere la fama della festa e tutelarne la tradizione per l’intero corso dell’anno”.

PUBBLICIZZARE. Vitagliano si sofferma anche sull’importanza di “far conoscere la bellezza della nostra macchina da festa barocca oltre i confini cittadini e regionali”. Come? “Ad esempio, ma è solo un’idea all’impronta, con l’individuazione di un direttore artistico di fama nazionale che attragga l’attenzione dei mezzi di comunicazione”.

Il rappresentante del movimento civico infine ringrazia “quelli che si sono impegnati per la riuscita della Festa, laici e religiosi”. “Davvero non riesco a capire come facciano i membri dei comitati ad accettare un impegno così ingrato (seppure molto onorevole)”, commenta. 

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