Londra, Malta e Dublino. Gli studenti del “Tannoia” sempre più cosmopoliti

La Redazione
Londra

Ben 48 ragazzi di Corato, Ruvo e Terlizzi, selezionati in base a criteri di merito, hanno avuto l’imperdibile opportunità di partecipare ai tirocini formativi finanziati dall’UE

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Imparare lavorando e viaggiando, arricchire il proprio bagaglio culturale e sentirsi cittadini del mondo non è mai banale.

Ben 48 ragazzi di Corato, Ruvo e Terlizzi, in procinto di iscriversi al quinto anno dell’Itset “Tannoia” e selezionati in base a criteri di merito, hanno avuto l’imperdibile opportunità di partecipare ai tirocini formativi totalmente finanziati dall’Unione Europea nell’ambito del progetto Jotic Erasmus+.

Birkirkara (Malta), Londra e Dublino le destinazioni dove gli studenti – a cavallo tra giugno e agosto – sono stati accolti da famiglie del luogo, integrandosi perfettamente e vivendo secondo gli usi e i costumi locali.

«L’obiettivo – dichiara la professoressa Palma Pellegrini, entusiasta sostenitrice del progetto – è quello di accrescere le competenze dei ragazzi in campo informatico, incrementando la loro capacità di portare a termine i compiti assegnati e consentendo loro di avere un approccio diretto con il mondo del lavoro. Gli studenti sono diventati molto più abili nella gestione di tempi e mezzi e, lavorando sempre in gruppo, hanno messo alla prova la propria creatività».

Per molti di loro è stata la prima volta all’estero, per altri il primo viaggio in aereo, per altri ancora la prima vera esperienza lavorativa. Un periodo intensissimo, seppur breve, che difficilmente dimenticheranno, a maggior ragione perché sono stati agli ordini di alcune grandi multinazionali come la Microsoft (che non ha bisogno di presentazioni) a Malta, la Rigney-Dolphin (un provider per le telecomunicazioni) a Dublino e la KBM (azienda specializzata in marketing) a Londra.

Il comune denominatore fra le tre destinazioni – per quanto diverse – è sicuramente l’utilizzo della lingua inglese, padrona assoluta nel lessico del business e dell’informatica, discipline che i protagonisti del progetto conoscono e studiano sistematicamente in maniera piuttosto approfondita.

«Sin da subito – ha raccontato la professoressa Mariateresa Santoro, reduce da Malta – gli studenti si sono lasciati benvolere dai propri tutor e dalle famiglie ospitanti, che addirittura lasciavano le chiavi di casa nelle loro mani; il momento del ritorno a casa si è rivelato più duro del previsto».

I docenti accompagnatori sembrano concordi su un altro aspetto importante: gli allievi, al termine dell’orario di lavoro che hanno imparato a rispettare e che ha richiesto un notevole dispendio di energie, sono stati capaci di divertirsi con moderazione, senza mai eccedere i limiti e apprezzando le location suggestive che hanno avuto la fortuna di visitare.

La più elevata gratificazione è stata quella di vedere quanto autonomi si siano mostrati i giovani. «Ti accorgi che il tuo ruolo non è solo quello di insegnargli i principi dell’economia aziendale o dell’informatica, ma soprattutto quello di sprovincializzarli e renderli cittadini del mondo», hanno commentato all’unisono i docenti Palma Pellegrini, Mariateresa Santoro, Zaccaria Facchini, Rosa Balducci, Rosa Piarulli, Gilma Murolo, Angelica Cipriani e Cataldo Olivieri.

Ora non resta che aspettare ancora per qualche giorno il rientro degli ultimi studenti, per ascoltare direttamente dalla loro viva voce i racconti del mese più bello e intenso della loro vita. Nel prossimo articolo a loro dedicato, infatti, sarà dato ampio spazio a una serie di entusiasmanti testimonianze.

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