12 luglio, un mese dopo

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L’ufficio Trasporti impianti fissi di Bari risponde alle richieste di sicurezza del Sindaco: «Sistemi di blocco automatico fino a Barletta entro sette mesi, automazione del Scmt fino a Fesca operativa dalla fine del 2016»
«Sarà un giorno che non dimenticheremo», disse la collega seduta di fronte a me in redazione, poco dopo che entrambe avevamo ricevuto un messaggio vocale che ci comunicava, in pochi secondi di file audio, di uno scontro fra treni nelle campagne tra Andria e Corato. Quattro morti era la prima stima “in grave difetto” a meno di mezz’ora dall’incidente.
E mai affermazione fu più funestamente vera, poichè il peggio doveva ancora arrivare. Gli aggiornamenti e le immagini terribili delle ore successive provenienti da quella assolata porzione delle nostre campagne stridevano pesantemente con la gente felice in stazione nella pagina di luglio del calendario di Ferrotramviaria che campeggia sulla mia scrivania. Perchè anche io sono una pendolare della Bari nord; il 12 luglio sono andata al lavoro con uno di quei treni e con un altro sono tornata a casa, salendovi con un carico di angoscia inimmaginabile, ma che riconoscevo nitido nei silenzi, negli occhi e nelle facce contrite dei miei compagni di viaggio.
Ma ai giornalisti tocca raccontare la cronaca, mestiere difficile quando si vorrebbe solo piangere i propri morti. E purtroppo la notizia della morte è giunta anche nella nostra città nel modo peggiore, perchè aveva le fattezze e il sorriso di chi la vita dovrebbe tenersela ben stretta. Prima l’attesa, nella speranza che arrivasse una smentita, poi la tragica conferma.
Quello che resta oggi, dopo un mese, è il lutto di un’intera comunità, che cerca in ogni modo di non dimenticare e di non far dimenticare, tenendo alta l’attenzione, almeno a livello locale, su un’inchiesta ancora in fieri e già avvelenata da scandali più o meno fondati. Ma soprattutto ricordando chi non c’è più per una tragica fatalità e stando vicino alle loro famiglie. In prima fila la città di Andria, che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane e che ieri sera ha organizzato una fiaccolata col patrocinio del Comune. Martedì 16, invece, alle 19 sarà la volta di una messa nella parrocchia Beata Vergine Immacolata</a>; mentre il sindaco di Corato questa mattina alle 11 incontrerà a Palazzo di città le famiglie delle vittime, i feriti e i sopravvissuti. Sempre a Corato, stasera, gli amici e i parenti del 17enne Francesco Ludovico Tedone dedicheranno ai morti nello schianto un’osservazione astronomica.
I riflettori sono puntati anche sulla sicurezza, la vera latitante in tutta questa vicenda. La chiede il sindaco di Ruvo Pasquale Chieco, che nei giorni scorsi ha scritto a Ferrotramviaria, al Ministero e all’ufficio Trasporti impianti fissi di Bari.
«Il disastro ferroviario […] ha fatto insorgere nella nostra comunità sentimenti di profonda sfiducia […] nei confronti di quello che, fino al giorno prima, era considerato un treno “amico” per il servizio essenziale assicurato a generazioni di cittadini», esordisce il primo cittadino, che poi chiede agli enti preposti di conoscere le attuali condizioni e i sistemi di sicurezza attivi nelle tratte ancora a binario unico.
La risposta dell’Ustif non si è fatta attendere. L’ufficio, in una nota, ha ammesso che effettivamente il sistema del blocco telefonico che garantisce oggi la circolazione da Ruvo a Barletta è analogo a quello esistente al momento del disastro del 12 luglio 2016, anche se «i livelli di sicurezza sono stati implementati con miglioramento della metodologia di controllo degli incroci dei treni in stazione e con monitoraggio da parte di altro personale».
Nella lettera, l’ente ha inoltre comunicato la tempistica dei futuri lavori per il completamento della rete. «La Ferrotramviaria […] ha in progetto di realizzare – scrivono -, fatte salve le disponibilità finanziarie proprie e/o le autorizzazioni al finanziamento di competenza della Regione Puglia, sistemi di blocco automatico sulla tratta Ruvo-Barletta, realizzabili entro sei-sette mesi.
Sulla restante parte, da Ruvo a Fesca, il progetto dell’automatizzazione del sistema di controllo sulla marcia dei treni (Scmt) dovrebbe addirittura essere operativo già entro la fine del 2016. Infine, sulla tratta Ruvo-Corato sarà operativo il doppio binario – sempre attrezzato con Scmt – entro la fine del 2017».
Rassicurazioni che il sindaco Chieco verificherà nel tempo con «ulteriori richieste e monitoraggi, specie in ordine all’andamento dei lavori indicati».
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