Il saluto dei terlizzesi a Giuseppe e Armando. «Volervi bene è stato molto facile»

© terlizzilive
Si sono svolti ieri pomeriggio i funerali dei due amici scomparsi in seguito all’incidente sulla Terlizzi-Giovinazzo
Centinaia di persone hanno affollato ieri nel primo pomeriggio il palazzetto dello sport di via Chicoli per l’estremo saluto ad Armando Bali, il giovane terlizzese di origine albanese scomparso assieme a Giuseppe De Chirico nel tragico incidente sulla Terlizzi-Giovinazzo.
La famiglia del ragazzo, di religione musulmana, ha scelto di commemorarlo in forma laica, sostenuta dalla presenza di gran parte della comunità albanese in città. Ma a salutare lo sfortunato ragazzo c’erano tantissimi terlizzesi, di ogni età e condizione sociale. Sono intervenuti anche il sindaco, il preside e alcuni insegnanti dell’istituto frequentato dal ragazzo, strettisi attorno a papà Amir, mamma Aida e Orgen, il fratello maggiore.
Moltissimi i presenti anche in Cattedrale, qualche ora dopo, alle esequie di Giuseppe Chirico, celebrate dal vescovo Cornacchia, con la partecipazione ufficiale del Comune di Terlizzi.
Dominante la presenza di ragazze e ragazzi, amici ma anche solo conoscenti, che non hanno voluto mancare l’ultimo omaggio ai due adolescenti.
Uno dei momenti più commoventi è stato la lettura delle Sacre Scritture, interrotta a più riprese dal pianto sconsolato di familiari e amici dei ragazzi. Il Vescovo ha voluto salutare anche Armando Bali. «Prego anche per Armando Bali, volato in cielo insieme a Giuseppe De Chirico. In un tempo così breve Giuseppe ha concluso la sua esistenza. Lo affidiamo a te Signore perché la sua giovinezza rifiorisca».
Il vescovo spiega che solo la fede può aiutare a elaborare il dolore: «Le anime dei giusti sono nelle mani del Signore. Questi due ragazzi erano in festa con tanti amici. In un attimo sono passati dalla vita terrena alla vita eterna. Ciò che conta per il Signore non è una vita lunga ma una vita serena. Si sono lasciati fotografare con le loro biciclette, esuberanti, pieni di vita, con lo sguardo verso il cielo. A noi non compete l’analisi della situazione, rimarremo sempre perdenti. È la fede che ci spinge a credere che questi ragazzi abbiano trovato posto in Paradiso».
Commosso l’appello di Cornacchia ai giovani come Giuseppe e Armando. «Amiamo la vita e prestiamo attenzione ai pericoli. Non sciupiamola in un attimo. Il destino non esiste se non nella misura in cui noi siamo costruttori della nostra vita».
Alla fine del rito funebre un amico di Giuseppe ha letto un addolorato messaggio, citando brani da un pezzo di Vasco Rossi. Poi la riflessione: «Voler bene a Giuseppe è stato molto facile. Guardaci le spalle da grande portiere qual eri. Non hai parato il tiro più importante».
Infine l’applauso della folla e, all’esterno della cattedrale, il volo dei palloncini celesti e bianchi. Giuseppe e Armando vivranno certamente nel ricordo di chi li ha amati.
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