Sanità, l’idea: «Accorpare gli ospedali di Molfetta, Terlizzi e Corato»

La Redazione
L'ospedale Sarcone

Lo scrive l’anestesista e rianimatore molfettese Felice Spaccavento. La proposta riguarderà gli operatori sanitari delle tre strutture

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Piano. Riordino. Ospedaliero. Tre parole che, messe insieme, hanno allarmato i cittadini di molti paesi pugliesi. L’allarme tutt’ora suona e, per quanto la questione non abbia in questo periodo la risonanza dei mesi scorsi, quel tema oggi torna più forte che mai.

A riproporlo in tutta la sua urgenza è Felice Spaccavento, anestesista e rianimatore nell’ospedale di Corato che già nei mesi scorsi fu autore di una lettera pubblica ai sindaci di Molfetta, Corato e al presidente della Regione Emiliano. Quella lettera commosse e scosse l’animo di molti.

«Il prossimo autunno – esordisce in un post su Facebook che sta riscuotendo attenzione e condivisioni – sarà molto caldo su temi riguardanti la sanità per la nostra area che conta un’utenza di più di 200mila persone. Il piano di riordino prevede la chiusura dell’ospedale di Terlizzi e la trasformazione dell’ospedale di Molfetta e Corato in ospedali di base che perderebbero molte branche. Avremmo degli ospedali che morirebbero subito per la loro stessa natura ma comunque incompleti a soddisfare i bisogni di questo grande bacino».

Ecco allora la proposta: «Accorparci in un unico ospedale tra Molfetta, Terlizzi , Corato (ribadisco uno dei tre attualmente esistenti) e renderlo il più completo possibile con tutte le branche che ho appena elencato assieme a Medicina, Chirurgia, Ortopedia e in più una Rianimazione di 6 posti letto che sarebbe una novità assoluta per la nostra area da sempre sprovvista di un reparto così importante. Avremmo una Cardiologia potenziata, un’unica Banca del sangue, una unica Farmacia Ospedaliera, un unico laboratorio, una Radiologia h 24. Un solo unico Ospedale che sarebbe il riferimento di questa area importante. Su questa proposta c’è stata apertura politica e su questa proposta dobbiamo lavorare… dobbiamo rinunciare ad avere l’ospedale dietro casa ma avere uno che sia degno di tale nome».

Ecco perché da oggi, scrive ancora Spaccavento «stileremo un documento e chiederemo a tutti gli operatori sanitari dei tre nosocomi coinvolti la disponibilità all’accorpamento. La sede non saremo noi a sceglierla ma qualsiasi sia la dovremo accettare pur di avere un ospedale di I Livello del Nord Barese ovviamente integrato con un potenziamento del servizio Emergenza-Urgenza e con i servizi territoriali e ambulatoriali e con servizi assistenziali dal primo al terzo livello. Preferisco perdere una sola volta e non ogni giorno come stiamo facendo. Questa è l’unica occasione che abbiamo».

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