Puliamo Terlizzi pubblica il rapporto 2016 sui siti inquinati in territorio urbano

La Redazione
rapporto siti inquinati

L’associazione ha censito oltre 50 siti a rischio degrado nell’agro terlizzese, confermando che c’è ancora molto lavoro da fare in campo ambientale

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Come sono stati spesi i 250mila euro investiti dal Comune per le bonifiche ambientali?

Se lo è chiesto l’associazione Puliamo Terlizzi, che nel mese di luglio e agosto ha setacciato e analizzato oltre 50 siti a rischio nel territorio comunale a causa dell’inquinamento e del frequente sversamento illecito di rifiuti, un fenomeno, quest’ultimo, in fortissima ascesa dall’implementazione del servizio porta a porta, che data ormai a febbraio scorso. 

La classificazione operata dal collettivo ha distinto i terreni in bonificati, parzialmente bonificati e ancora degradati, attribuendo, in quest’ultimo caso, anche una sorta di coefficiente di “gravità” della contaminazione.

Ne è sortito il primo “Rapporto Annuale sui siti inquinati nel territorio di Terlizzi”, un documento corposo e particolareggiato (scaricabile sul sito di Puliamo Terlizzi) che, inedito nel genere, di fatto è il primo tentativo di mappatura coerente dello stato di salute dell’agro terlizzese, con tanto di apparato fotografico e coordinate gps dei luoghi.

“Dei 58 siti controllati, quasi tutti oggetto di denuncia negli ultimi tre anni, solo 9 risultano effettivamente bonificati, di cui 3 da privati, 1 da Puliamo Terlizzi e 1 da un soggetto non identificato. Quindi il Comune è intervenuto risolvendo la situazione di degrado solo su 4 siti”, affermano i volontari che hanno collaborato al progetto.

I siti parzialmente bonificati risultano invece nove, mentre quelli che versano ancora in condizioni di degrado sono 40 dei 58 totali censiti. “La distribuzione spaziale – continua Puliamo Terlizzi – è pressoché uniforme, tutto il territorio è interessato da abbandoni incontrollati di rifiuti, anche pericolosi”. 

Oltre due terzi (41 dei 58) dei siti controllati presentano un livello di criticità medio-alta dell’inquinamento, secondo Pt: “Nella speciale e vergognosa classifica dei siti più pericolosi spiccano le due discariche a cielo aperto di Fondo Rotondo, il tronco est ed ovest dell’Appia Traiana, il margine del Torrente Tiflis a San Giorgio, strada comunale Paradiso, strada comunale Pozzo Misuriello, strada comunale Rasente il Parco, Strada Comunale Creta e le strade vicinali Flaeris e Pozzo Libertà. Paradossale la storia di Pozzo Lioy, bonificato completamente e poi violato nuovamente solo qualche giorno dopo da un grosso scarico operato da un automezzo non identificato. Oggi il sito è contrassegnato come “parzialmente bonificato””.

Insomma, sintetizza il collettivo ambientalista, “la situazione nel nostro territorio continua ad essere molto critica”, malgrado “la somma ingente già spesa (250 mila euro)” per le bonifiche ambientali, che “ha sortito, a nostro parere, pochi effetti”. Anzi, rincara la dose Pt, “talune bonifiche sono state effettuate in maniera molto discutibile dato che in alcune aree “bonificate” è possibile osservare la presenza di centinaia di frammenti di amianto. Chi controllava la corretta esecuzione dei lavori?”.

Alla contaminazione dei siti analizzati è da aggiungere peraltro lo stillicidio dei roghi tossici e l’abbandono ormai incontrollato dei sacchi di spazzatura che si verificano con preoccupante frequenza da alcuni mesi soprattutto nelle zone a ridosso della città.

In tutto questo, per fortuna – riconosce l’associazione – l’isola ecologica funziona discretamente e “sta svolgendo il suo ruolo di raccolta di rifiuti, specie di quelli particolari come ingombranti, pneumatici e da alcuni mesi anche di piccole quantità di macerie edili prodotte da soggetti privati (non aziende). Buona anche l’estensione degli orari di raccolta al sabato pomeriggio e alla domenica sera nel periodo estivo. Manca ancora un cartello informativo dettagliato che specifichi tutti i materiali conferibili al centro di raccolta”.

Il rapporto vuole “parlare” tanto ai cittadini quanto alle istituzioni: sarà infatti depositato al protocollo del Comune di Terlizzi all’attenzione del Comando della Polizia Municipale. Tra le istanze e le richieste dell’associazione ci sono: una nuova campagna di info-sensibilizzazione, più capillare e partecipata anche dalle associazioni del territorio; l’allestimento di una piccola isola ecologica urbana, aperta h24 e videosorvegliata; un regolamento che disciplini il porta a porta garantendo severe sanzioni per gli incivili; l’istituzione o il potenziamento dell’Ufficio Ambiente, più personale ed uno sportello aperto ai cittadini.

Al termine di questo ponderoso e meritorio lavoro, l’impegno di Puliamo Terlizzi a tutela del nostro territorio tuttavia non si esaurisce, ma promette di continuare “con l’ausilio di tanti volontari e cittadini che ci recapitano segnalazioni fotografiche attraverso i social e la posta elettronica. Anche nel prossimo futuro non faremo mancare le nostre sollecitazioni attraverso i canali di comunicazione e le denunce formali”.

Gli sporcaccioni locali sono avvisati: Puliamo Terlizzi ha l’occhio lungo.

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