Censum, botta e risposta Fratelli d’Italia-Città Civile: «Amministrazione in prima fila su recupero crediti». «Ma chi doveva controllare?»

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Si rinfocola la polemica tra le fazioni politiche circa le responsabilità dello scandalo economico-finanziario scoppiato nel 2012
Il processo Censum riprenderà il 28 settembre, ma nel frattempo si è rinfocolata la polemica tra le fazioni politiche circa le responsabilità del più grosso scandalo economico-finanziario mai scoppiato a Terlizzi.
La novità di questi giorni – come informa “La Gazzetta del Mezzogiorno” – è il sequestro dei beni degli amministratori della società di riscossione tributi, effettuato a tutela dei creditori, tra cui c’è anche il Comune di Terlizzi.
“Sempre più chiare le responsabilità dei vertici, tra cui spicca l’esponente della segreteria provinciale Pd, Tenerelli”, attacca la segreteria terlizzese di Fratelli d’Italia, secondo cui il nostro Comune fino al 2012 è stato “vittima di questa banda”.
L’amministrazione Gemmato – prosegue la nota di FdI – è “in prima fila per recuperare i propri soldi. Altro che passiva o complice! Poi c’è chi si costituisce parte civile per questioni personali oltre che politiche. E chi tace perché il proprio partito è strettamente legato ai personaggi coinvolti”.
Risponde alla stilettata Pasquale Vitagliano di Città Civile, il movimento che si è costituito parte civile nel processo contro la Censum e – in supplenza dell’amministrazione – anche contro Francesca Panzini, la dirigente del Comune di Terlizzi implicata nell’affaire tributi.
“Al contrario di quelli che pensano molti le “carte” sul caso Censum – come si usa dire – stanno andando avanti. Questa azione è stata messa in atto dai curatori della Censum, dichiarata fallita, che hanno il compito di accertare l’attivo e il passivo della società e quindi procedere in via “concorsuale” cioè rispettando tutti i creditori alla distribuzione di quanto resta nelle cassa della società”.
L’atto, secondo il movimento civico, “lascia intendere un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori” che aggraverebbe la posizione “di chi doveva controllare e non lo ha fatto come dichiara la stessa Corte dei Conti”.
“Qualcuno – prosegue l’esponente di Città Civile – ci ricorda che uno degli amministratori della Censum è oggi dirigente del Pd (cosa che non ci tocca minimamente). Dovrebbe però ricordare che nel 2012 lo stesso amministratore era il segretario provinciale di Alleanza per l’Italia, lista oggi scomparsa, ma che allora era parte della coalizione che determinò la vittoria di Gemmato. Ad ogni modo – conclude Vitagliano – questa storia la racconteremo atti alla mano anche con un libro-inchiesta.
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