Nuovo gal fior d’Olivi, firmato l’accordo. In forse la sede terlizzese

Mariella Vitucci
I firmatari dei sei Comuni del novo gal: Terlizzi

Piano da 8 milioni di euro. Soci i Comuni di Bitonto, Giovinazzo, Terlizzi, Palo, Grumo e Binetto, enti pubblici, confederazioni sindacali e imprenditori

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Allargarsi per sopravvivere. Una via obbligata per il gal Fior d’Olivi, per adeguarsi alla direttiva dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari Leonardo Di Goia: ridurre da 25 a 15 il numero dei gruppi di azione locale della Puglia, a seguito del dimezzamento dei fondi europei destinati alla nostra regione per il Psr (Piano di sviluppo rurale) 2014/2020. «Sopravviveranno – fu il monito dell’assessore – solo gli ambiti territoriali che interesseranno fasce di popolazione quanto più vicine al limite massimo dei 200mila abitanti». Implicito l’invito ad accorparsi, auspicando un “taglio” naturale dei dieci gal in esubero rispetto alla nuova programmazione regionale. 

Il gal Fior d’Olivi, che finora ha abbracciato i territori di Bitonto, Terlizzi e Giovinazzo, ha provato ad ampliarsi trovando una porta aperta nei Comuni di Palo del Colle, Grumo Appula e Binetto. Un allargamento a sei, realizzato attraverso l’adesione di soggetti pubblici e privati al Pal, il Piano di azione locale del nuovo gal. Oltre cento i soci, rappresentanti delle sei amministrazioni comunali, dell’Università di Bari e della Camera di Commercio, delle organizzazioni datoriali agricole, di soggetti privati portatori di interessi collettivi, di imprese agricole e non agricole. 

L’accordo per la costituzione del nuovo gal è stato siglato formalmente ieri a Bitonto, nel Torrione Angioino. Hanno firmato il presidente del vecchio gal Fior d’Olivi Nicola Mercurio per il Comune di Bitonto, il sindaco di Giovinazzo Tommaso De Palma, il primo cittadino di Terlizzi Ninni Gemmato, i sindaci di Palo del Colle e Grumo Appula, Anna Zaccheo e Michele d’Atri, l’assessore al turismo del Comune di Binetto Donatella Burdi.   

La domanda per partecipare al bando per la selezione delle proposte di strategie di sviluppo locale dei gal verrà presentata domani in Regione. L’obiettivo è candidarsi ai finanziamenti per la promozione e valorizzazione del territorio del Prs 14-20 (misura 19.2 “sostegno all’esecuzione degli interventi nell’ambito della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo” e misura 19.4 “sostegno per i costi di gestione e animazione” del bando pubblicato nel Burp del 28 agosto 2016).

Ventimila euro il capitale sociale. Il responsabile dell’area progettuale del gal, Pasquale Brandi, ne ha spiegato la distribuzione: 15% (3mila euro) ai sei Comuni, con quote di 500 euro ciascuno; 15% ad altri enti pubblici; 20% alle confederazioni sindacali agricole; 20% alle cnel, le confederazioni sindacali non agricole; 20% ai soci privati non agricoli (48 in tutto); 10% ai soci privati agricoli (20 in tutto).

Nessun centro di potere, con il tetto massimo del 10% di capitale per ciascun socio, e consiglio d’amministrazione a cinque, con un rappresentante per ciscuna delle cinque fasce di soci in cui è divisio il capitale sociale del nuovo gal.

Il Piano di azione locale del nuovo gal, che se verrà ammesso a finanziamento partirà nel 2017 e si protrarrà fino al 2022, è stato sviluppato attorno a tre aree tematiche, collegate tra loro: sviluppo e innovazione delle filiere corte, turismo sostenibile, valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico legato ai territori.

L’esito del bando regionale per il finanziamento della programmazione dei gal giungerà entro fine ottobre. Ci saranno poi sessanta giorni per la costituzione della nuova società. A gennaio 2017, se tutto andrà bene, partirà il Pal del nuovo gal Fior d’Olivi. Un piano da otto milioni di euro.

«I Comuni hanno superato i campanilismi, non hanno più paura di mettersi insieme. Hanno capito che senza aree vaste non ci si può più mettere in gioco, e che stare insieme può essere il valore aggiunto che può farci fare la differenza» ha dichiarato il sindaco di Giovinazzo, Tommaso De Palma.

La prima cittadina di Palo, Anna Zaccheo, facendosi portavoce dei tre Comuni entrati nel nuovo gal, ha sottolineato che «il partenariato pubblico-privato consente che ogni parte sia funzionale allo sviluppo di tutti. Potremmo essere non secondi a nessuno in quanto a capacità di attrazione turistica. Non abbiamo le spiagge ma possiamo offrire il turismo esperenziale che gli europei cercano. Tocca a noi rivalutare le zone rurali e mettere in luce le bellezze dei nostri borghi, anche in vista di Matera 2019».  

Il sindaco di Terlizzi Ninni Gemmato ha evidenziato come siano cambiati «gli scenari rispetto al 2009-2010, quando partiva il vecchio gal Fior d’Olivi. Dobbiamo pensare agli aspetti da enfatizzare in termini di tradizione e peculiarità del territorio, per intercettare i turisti che mai come in questo periodo scelgono la Puglia come meta di vacanza».

Genesi e aspetti tecnici del nuovo gal Fior d’Olivi li ha chiariti a BitontoLive il componente del cda del vecchio gal Antonio Saracino, tra gli artefici dell’allargamento a sei Comuni del gruppo di azione locale. «Tra gli indicatori nuovi che ci ha dato la Regione è stato strategico inserire altri Comuni, perché i fondi del Pal quest’anno, a differenza della vecchia programmazione, si sono dimezzati. Di sicuro nella prima fase entreranno soltanto 15 gal sui 22 che si presenteranno al bando». 

Palo, Grumo e Binetto facevano parte del gal Conca Barese. Come li avete convinti ad aderire al gal Fior d’Olivi?

«Li abbiamo convinti a partecipare con la forza della nostra progettazione. Il gal Conca Barese si è diviso. Tre Comuni sono arrivati da noi, tre ad Altamura e altri due nel sud est barese. Questo accorpamento ci ha fatto acquisire qualche punteggio nella griglia di valutazione della Regione Puglia e quindi ci permette di presentarci in maniera molto autorevole a questa progettazione che domani presenteremo in Regione». 

A quanto ammonta in Piano di azione locale che il gal Fior d’Olivi candida a finanziamento?

«Presentiamo un Pal da 8 milioni di euro, con tre aree tematiche importanti». 

Si è abbassata la quota massima di partecipazione dei Comuni?

«Sì, dal 40 al 15 per cento. Nello statuto del nuovo gal i Comuni avranno un capitale sociale pari al 15 per cento: 3mila euro diviso sei, cioè 500 euro a Comune. Un altro indicatore regionale prevede che i Comuni debbano avere pari dignità, pari capitale sociale».

Della società fanno parte altri soggetti pubblici?

«C’è la Camera di Commercio e poi le scuole, c’è l’Università di Bari, con un capitale sociale del 15 per cento, cioè altri 3mila euro. La terza fascia è rappresentata dalle confederazioni sindacali agricole Cia, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura, con un capitale sociale del 20 per cento: 4mila euro, diviso in quattro quote da mille euro. Poi ci sono le cnel. Quando fu pubblicato il bando, la prima cosa che facemmo – io come rappresentante del cda del vecchio gal Fior d’Olivi insieme al sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio –  è stata incontrare l’assessore regionale Di Goia, per esporgli le nostre perplessità. E fu molto chiaro: ci diede indicatori precisi, evidenziando la necessità di dare maggiore spazio ai portatori di interessi collettivi. E qui andiamo alla quarta fascia del nuovo gal: le cnel (confederazioni sindacali non agricole) con capitale sociale del 20 per cento. Ne abbiamo sette: Lega Coop, Confcooperative, Confesercenti, Confcommercio, Sistema Commercio Impresa, Cna e Confsal, anche scuola. Vogliamo che la scuola sia presente nel nuovo gal, che ci dia dei suggerimenti». 

L’ultima fascia?

«Sono gli imprenditori. Li abbiamo incontrati quest’estate attraverso le Invasioni Rurali, innanzitutto per capire quali sono le problematiche del territorio, perché la progettualità – a differenza della vecchia programmazione dove le indicazioni le dava la Regione, e fu la Regione che decise di finanziare gli agriturismi, le fattorie e i b&b – questa volta è tutta nostra. In tutti gli incontri delle Invasioni Rurali che abbiamo fatto sul territorio, abbiamo potuto recepire i bisogni e le aspettative dei territori». 

Su dodici aree tematiche, ne avete scelte tre. Come?  

«Possiamo dire in tutta coscienza che abbiamo scelto le tre aree tematiche che il territorio ci ha indicato. Nell’assetto societario abbiamo aperto la possibilità di aprtecipare a tutti i privati interessati, e grazie al buon lavoro fatto dal vecchio gal molti volevano sapere cosa si stesse programmando. Abbiamo aperto le iscrizioni, e abbiamo avuto l’adesione di 20 soci imprenditori agricoli, e 48 soci non agricoli. Un partenariato così vasto e diffuso io sono curioso di vederlo in altri gal. Ma non lo dico per sfida, lo dico per soddisfazione personale verso il territorio».

La sede del gal resterà a Terlizzi?

«La sede è in discussione. Il contratto della sede attuale scadrà a dicembre. L’affitto che paghiamo è di poco meno di 500 euro al mese per un grande appartamento di 150 metri quadrati più una saletta di 60 metri. Abbiamo sempre ragionato in termini di economia. Stiamo cercando una sede istituzionale in uno dei sei Comuni del nuovo gal».

Anche la presidenza del gal sarà ridiscussa?

«Il nuovo gal Fior d’Olivi avrà un consiglio di amministrazione a cinque, quante sono le fasce che detengono le quote di società. Dal 29 ottobre, se saremo ammessi a finanziamento, ognuna delle cinque fasce esprimerà un consigliere d’amministrazione. Una volta nominato, il rappresentate resterà in carica per tre anni».

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