L’affondo dell’Unione Europea: «Una Regione che non si occupa di 20 km di ferrovia a rischio non fa il suo mestiere»

A margine della settimana ufficiale dedicata alle regioni e alle città, a Bruxelles si è discusso anche di Bari-Nord. E sono arrivate severe critiche
In questi giorni, a margine della settimana ufficiale dedicata alle regioni e alle città, a Bruxelles si è discusso anche della linea ferroviaria Bari-Nord. «Non c’è mai stato nessun impedimento di spesa da parte dell’Ue. Una Regione che non si occupa di 20 chilometri di ferrovia a rischio non fa il suo mestiere. I ritardi sono inammissibili», hanno dichiarato alcuni funzionari europei in proposito.
A tal proposito, il commissario alle Politiche regionali, la rumena Corina Cretu, ha risposto all’interrogazione dell’europarlamentare tarantina Rosa D’Amato del M5S. La richiesta della Regione Puglia di far slittare il progetto di ammodernamento e messa in sicurezza della linea della ferrovia concessa dalla programmazione 2007-2013 a quella 2014-2020 – ha confermato il commissario – è stata accolta, in ottemperanza ai regolamenti.
La Cretu ha anche precisato che «le Ferrovie del Nord barese hanno un carattere atipico e non sono incluse nella rete ferroviaria nazionale né sono soggette all’autorità nazionale preposta alla sicurezza», di conseguenza «non vi è alcun obbligo di attuare il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario».
C’è però una direttiva, recepita dal governo italiano, che obbliga all’ammodernamento di tutte le linee interconnesse con il sistema europeo, ma il loro elenco non era ancora pronto al momento del disastro. Resta però il fatto che la Regione Puglia abbia scelto di rimandare un progetto per il quale aveva chiesto un finanziamento già nel 2006, allungandone ipoteticamente i tempi fino al 2025, termine massimo entro cui si possono completare le opere del settennato 2014-2020. Il piano, del costo di circa 180 milioni di euro, prevede l’eliminazione di 22 passaggi a livello, il raddoppio del binario tra Ruvo e Barletta e il superamento del sistema del blocco telefonico in favore di quello automatico.
Sta alla Regione Puglia – sostengono ancora i tecnici dell’Unione Europea – individuare le priorità su cui alzare la voce rispetto agli ostacoli che spesso frappongono le comunità locali.
Sulle dichiarazioni provenienti da Bruxelles è intervenuto anche il presidente del Gruppo dei Conservatori e Riformisti al Consiglio regionale Ignazio Zullo. «Noi risposte non ne abbiamo avute. La speranza è ora che la Regione le dia all’Europa che ha lanciato in queste ore un durissimo atto di accusa per l’incidente ferroviario del 12 luglio scorso nel tratto Andria-Corato.
All’indomani della dolorosa tragedia avevamo chiesto al presidente Emiliano di venire in Consiglio regionale non a fare processi penali, che non ci spettano, ma proprio per conoscere gli iter amministrativi (compresi i ritardi negli stanziamenti europei delle risorse) che avevano impedito l’ammodernamento della linea. Il Consiglio c’è stato – attacca Zullo – e le risposte sono state evanescenti e generiche.
Ora, di fronte all’accusa precisa e dettagliata dell’Unione Europea, diventa di vitale importanza che il presidente Emiliano dia finalmente quelle risposte che prima ancora che ai Conservatori e Riformisti o all’Ue devono essere date ai pugliesi», conclude.
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