«Tra Fesca e Ruvo la Bari Nord torni ai vecchi tempi di percorrenza»

La Redazione
Pasquale Chieco

La lettera del sindaco di Ruvo al sottosegretario Del Rio: «Nel giro di poche settimane e per effetto di un cambio di competenze formali, le condizioni della Ferrotramviaria passano da sicure a non sicure»

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L’aveva promesso e l’ha fatto. Il sindaco di Ruvo di Puglia Pasquale Chieco ha scritto al ministro delle Infrastrutture Delrio per denunciare i gravi disagi degli utenti della Bari nord a seguito dell’incidente del 12 luglio.

«Nei giorni immediatamente successivi al disastro ferroviario – esordisce Chieco -, il sottoscritto, interpretando le preoccupazioni di una comunità allarmata e disorientata, ha posto delle semplici e precise domande all’Ustif e alla Ferrotramviaria, ritenendo doveroso dare risposte tempestive ai dubbi e alle paure provenienti da quanti si servivano e si servono quotidianamente del trasporto ferroviario sull’intera rete Bari – Barletta. In particolare, si chiedeva quali fossero le condizioni e i sistemi di sicurezza del traffico lungo le tratte a binario doppio e unico e se il disastroso incidente avesse determinato una variazione nelle procedure di protezione e salvaguardia dell’utenza.

A questi interrogativi seguiva la chiara e perentoria risposta dell’Ustif, il cui contenuto veniva poi confermato da Ferrotramviaria, con la quale l’ufficio competente al controllo delle condizioni di sicurezza delle ferrovie in concessione affermava che “i sistemi di sicurezza che gestiscono il traffico ferroviario in essere sulle tratte a singolo binario sono del tipo automatico sulla Bari – Ruvo (con doppio binario da Fesca a Ruvo) e del tipo a blocco telefonico sulla restante parte della rete: Ie condizioni di tali sistemi di sicurezza sono attualmente a norma di legge ed in piena efficienza”.

Quindi, sia il controllo automatico sulla tratta Bari – Ruvo (con doppio binario per quasi tutta la sua lunghezza) che il controllo a blocco telefonico sulla tratta Ruvo – Barletta erano, secondo l’Ustif, perfettamente rispondenti alle prescrizioni di sicurezza vigenti», riassume il sindaco. Circostanza però questa smentita dalle successive decisioni aziendali in merito al limite di velocità.

«Fatto sta che, a seguito (pare) del decreto del 5.3.2016 del Suo Ministero – prosegue Chieco -, I’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, assunta la competenza nella materia, ha emanato una nota con la quale si impone il limite di velocità di 50 km/h sulle tratte ferroviarie anche a doppio binario prive del sistema Scmt». Nota immediatamente recepita dalla Bari nord. «Insomma, nel giro di poche settimane e per effetto di un cambio di competenze formali, le condizioni di sicurezza della Ferrotramviaria passano da sicure a non sicure. E questo anche per la tratta a controllo automatico (e a doppio binario) Bari/Fesca-Ruvo. Ora, tengo a segnalarLe che questa decisione ha un effetto devastante per I’organizzazione e Ia qualità di vita, di studio e di lavoro di migliaia di persone che fino a ieri utilizzavano la Ferrotramviaria, posto che determina un irragionevole allungamento dei tempi di percorrenza mandandoci indietro di 20 anni e costringendo tantissimi pendolari e studentl a ritornare al trasporto su gomma (autobus o autovettura o moto) e, quindi, a muoversi con un livello di sicurezza enormemente più basso del treno.

Le chiedo, pertanto, un approfondimento circa la effettiva necessità e congruità della disposizione dell’Ansf alla luce anche delle attestazioni dei suoi uffici (Ustif) affinché, perlomeno sulla tratta a controllo automatico a binario doppio Bari/Fesca-Ruvo (stante, allo stato, l’interdizione alla circolazioone della tratta a binario unico Ruvo – Andria), possa tornarsi a tempi di percorrenza compatibili con le esigenze di migliaia di studenti e pendolari perché concretamente alternativi a quelli dell’insicuro trasporto su gomma, oggi ridiventato più rapido di quello ferroviario», conclude il sindaco.

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