Tari, fu vera riduzione? Città Civile: «Da quando governa Gemmato la tassa è aumentata del 35%»

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In questi giorni stanno arrivando le cartelle di pagamento relative alla tassa sui rifiuti. Il Movimento Civico: «Quest’anno è calata del 5%, ma gli altri anni?»
Stanno arrivando in questi giorni nelle case dei terlizzesi le notifiche di pagamento relative alla tassa sui rifiuti per l’annualità 2016.
Molti lamentano l’aggravio della Tari rispetto agli anni scorsi. L’amministrazione si difende osservando che, rispetto al 2015, la tassa è di fatto calata. La questione è aperta. Quel che è certo è che il tributo dovrà essere corrisposto dai contribuenti entro pochissimo tempo dall’avvenuta ricezione della comunicazione.
Secondo Città Civile si tratta dell’“ennesima presa in giro. Un vero e proprio gioco delle tre carte. Loro [la giunta Gemmato, n.d.r.] sono molto abili a giocare di propaganda. Intanto diciamolo subito. Vi è stata una riduzione della tariffa per mq di un misero 5% o poco più”. Tuttavia, continua il movimento, “da quando i Fratelli [Fratelli d’Italia, n.d.r.] governano la città di Terlizzi la Tari ha subito un aumento di oltre il 35%. Quindi il risultato ultimo è che i Fratelli hanno “regalato” ai terlizzesi un aumento della pressione fiscale di oltre il 30%”.
Anche la riduzione annunciata del 5% sarebbe soltanto virtuale perché “nel 2015 i terlizzesi hanno subito un consistente aumento della Tari causato dall’avvio del servizio di raccolta porta a porta. In fase si avvio si affrontano spese di natura eccezionale: per esempio le spese di stampa del materiale informativo o il costo dei mastelli porta rifiuti. Questi costi sono appunto di natura eccezionale e si manifestano solo in fase di start up. Ed infatti nel 2016 tali costi non sono stati registrati (i mastelli non si comprano tutti gli anni). La domanda è: possibile che tale risparmio di costi non poteva generare una riduzione maggiore delle tasse nel 2016?”.
A parere del movimento, peraltro, “nel corso del 2016 vi è stata una riduzione della quantità e qualità del servizio offerto”: un declino riscontrabile da numerosi fattori, quali la soppressione del ritiro domenicale, la “fornitura sacchetti per l’umido di qualità nettamente inferiore alla prima fornitura”, la “riduzione della frequenza di spazzamento delle strade e piazze”, la “riduzione della frequenza del lavaggio a delle strade e piazze”.
Anche le percentuali di raccolta differenziata dichiarate dalla giunta sarebbero da sottoporre ad analisi più minuziosa. “Dicono che abbia raggiunto il 80%. Ora questo significa che conferiamo in discarica solo il 20% e che a spanne dovremmo aver registrato un risparmio del costo di conferimento in discarica del 70%. Dove sono questi soldi?”. A rigore, sostiene Città Civile, “dovremmo addirittura ottenerne un ricavo dalla vendita di tutte le componenti differenziate. Dove sono questi soldi?”.
Neanche i Comuni che hanno implementato da anni la raccolta differenziata sono riusciti ad andare oltre la soglia del 70%, afferma Città Civile, che stigmatizza la sporcizia della città e il servizio scadente garantito, che si ripercuote anche sulla salute dei cittadini e sul decoro ambientale, con le campagne e le zone di periferia “ormai ridotte a discariche”.
“La gestione della raccolta differenziata è un processo complesso che va gestito nella sua complessità”, considera in conclusione il Movimento Civico, “e non va affidato a politici succubi di dirigenti e aziende”, ma andrebbe “gestito a livello sovracomunale” e in sincronia con tutte le realtà dell’Aro, di cui pure Terlizzi è comune capofila, così da poter esercitare “maggiore forza contrattuale per la quantità e qualità dei rifiuti raccolti”.
La raccolta – sintetizza la nota – “va affidata con gare pubbliche anche di livello europeo ad aziende specializzate”, dotate di risorse umane e tecnologiche adeguate. Invece, conclude il Movimento Civico, “si è scelto di fare il salto nel vuoto. A pagare ancora una volta i cittadini terlizzesi. Per questo quando i Fratelli parlano di raccolta differenziata all’80% mi viene in mente la battuta “l’operazione riuscita ma il paziente è morto”.
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