Tari, Città Civile: «Gemmato ha amnesia? Tassa rifiuti con lui è aumentata e adesso obbliga a pagarla in poche settimane»

La Redazione
raccolta porta a porta

«Da quando c’è il porta a porta, poi», considera il movimento civico, «la qualità del servizio è drasticamente calata, causando disagi ai cittadini»

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Continua la girandola dei botta e risposta sulla questione Tari tra l’amministrazione Gemmato e Città Civile.

Il movimento sostiene che la tassa sui rifiuti, da quando governa l’attuale maggioranza, è aumentata cospicuamente. La giunta si difende protestando il calo del tributo per quanto riguarda il 2016.

Ma il Movimento Civico ha buon gioco a evidenziare che la decurtazione, se c’è, è relativa al solo anno in corso, mentre globalmente in questi ultimi anni è incrementata. “Il misero 5,7% di riduzione della tassa dal 2015 al 2016 è praticamente trascurabile rispetto all’incremento stratosferico avutosi dal 2013 ad oggi”, denuncia una nota, mentre “per le abitazioni principali l’aumento della Tari è di ben il 37% (al netto della tassa ex-eca fa poco meno del 35%). Per intenderci: chi pagava 200 €, oggi ne versa quasi 280 €”.

Se si parla degli anni precedenti al 2015, Gemmato – ironizza Città Civile – “pare avere un’amnesia quando si va indietro nel tempo di soli 3 anni (governa lui da 4 anni)”. “Giudicate voi stessi – Città Civile si rivolge ai cittadini – senza mettere in conto che da quando è stato avviato il servizio porta a porta i disagi sono aumentati e la qualità del servizio (numero di conferimenti, spazzamento delle strade, degrado nelle aree di campagna) si è ridotta drasticamente”.

Il porta a porta avrebbe senso – è la considerazione di Cc – se e solo se consentisse un sistema virtuoso e sostenibile, “capace di produrre risparmi significativi per le famiglie”.

RATEIZZAZIONE. “Vogliamo parlare della “finta” rateizzazione?”, attacca ancora il movimento politico. “Obbligano a pagare tre rate nel giro di 50 giorni. Mettono in difficoltà le famiglie. Tolgono liquidità ai commercianti e consumatori. In paesi più seri (vedete Molfetta) l’hanno pagata nel corso dell’anno in comode rate. Hanno applicato la tariffa dell’anno precedente e a fine anno faranno conguaglio. Era una misura che avevamo suggerito, ma invano, ahimè”.

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