Alfredo Giangaspero, un terlizzese a Lisbona: «Ho esportato la cucina pugliese in Portogallo»

La Redazione
alfredo giangaspero

Ex fotoreporter, nato e cresciuto a Terlizzi, è stato intervistato dal bitontino Lorenzo Scaraggi, che a bordo del suo camper del 1982, il Vostok, quest’estate ha esplorato i confini dell’Europa a caccia di storie e avventure

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Nato e cresciuto a Terlizzi, Alfredo Giangaspero è un ex fotoreporter che tre anni fa, a Cipro, ha conosciuto la sua attuale compagna di vita, una donna portoghese di origine mozambicana, e ha deciso di seguirla a Lisbona, dove poco dopo ha aperto una focacceria pugliese, esportando la cucina nostrana ai confini occidentali dell’Europa.

Lo ha incontrato – e intervistato per Repubblica.it – il bitontino Lorenzo Scaraggi, viaggiatore e giornalista free-lance, nel corso di un lungo viaggio per tutta l’Europa a bordo del Vostok, un vecchio camper del 1982. Il progetto, intitolato “Borders”, è stato realizzato grazie al crowfunding, ossia i contributi liberi degli utenti della rete, e si è svolto lungo i confini litoranei e di terra del Vecchio Continente.

“La mia è stata una immigrazione per scelta”, racconta Alfredo, trentasette anni compiuti, nella videointervista concessa a Scaraggi. “Tre anni fa ero per lavoro a Cipro, dove ho conosciuto la mia attuale compagna, e ho deciso di trasferirmi con lei a Lisbona. Una città del sud del mondo, che mi ricorda Napoli, un melting pot di culture e razze che mi ha affascinato subito”.

Ma – continua il terlizzese – “ho mantenuto un legame privilegiato con la mia città, con la Puglia, e infatti una volta in Portogallo ho creato un progetto di street-food e cucina tipica pugliese, il primo qui a Lisbona. Stiamo avendo un buon successo, in un mercato ancora “vergine” per quanto riguarda la nostra gastronomia. Gli “ambasciatori” del nostro marchio sono i panzerotti, le focacce, i calzoni, le burrate…”.

Alfredo è riuscito a espandere la sua attività al punto da riuscire a dare lavoro ad altre persone, alcune in stato di particolare necessità. “Col tempo ho creato una rete di legami che mi inorgoglisce. La mia è stata una migrazione per scelta, però i miei attuali collaboratori sono emigrati per necessità: abbiamo accolto e al momento abbiamo in squadra tre rifugiati politici di diverse nazionalità – Togo, Ghana, Ucraina. Credo che questo rispecchi il nostro essere pugliesi, ossia originari di una terra di accoglienza e miscugli. Nel mio microcosmo pugliese a Lisbona sto cercando di tenere vivo questo spirito di accoglienza, tipico di una terra di frontiera”.

C’è orgoglio nelle parole di questo ristoratore per elezione: “La mia esperienza dimostra che qualsiasi progetto, purché sia fatto con passione, ambizione, dedizione, sacrificio, può accomunare… anche attorno a una focaccia diverse esperienze e origini – scherza -. Pur essendo le nostre radici salde, rispetto alla terra in cui siamo nati e cresciuti, penso che siamo cittadini del mondo. Qui mi sento a casa, non sento distanze geografiche o culturali. La mia compagna, di origine mozambicana, mi ha dato un figlio da dieci giorni – confida Alfredo, con un tono di emozione, alla camera di Vostok -. Questo bimbo sarà un mix di razze e culture differenti, e questo mi può solo arricchire”.

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