Al Mat “Filumena Marturano” in dialetto bitontino

La Redazione
il teatro del mat

Oggi alle 19.30 il classico di Eduardo rivisitato in vernacolo dall’associazione culturale Amici per la Crepapelle

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Questa sera, nell’ambito della programmazione eventi natalizia del Comune di Terlizzi, andrà in scena al Mat la commedia Filumena Marturano (ingresso gratuito fino a esaurimento posti), a cura dell’associazione culturale Amici per la Crepapelle.

L’associazione, costituitasi nel febbraio 2014, nasce con l’idea di incoraggiare e sostenere progetti educativi diretti a tutti coloro che ne prendono parte, bambini, giovani e meno giovani.

Il debutto teatrale è avvenuto con Mio figlio è una Star, commedia in vernacolo scritta e diretta da Carlo Pice, presidente dell’associazione, trampolino di lancio per grandi emozioni e soddisfazioni teatrali.

Il 30 e 31 gennaio porta in scena Filumena Marturano, scegliendo coraggiosamente di utilizzare per un classico il vernacolo bitontino. Una scelta che ha ottenuto buona risposta dal pubblico tanto da organizzare un tour per far conoscere il lavoro teatrale, che alterna momenti drammatici e brillanti.

Lo spettacolo
n”Filumena è la più cara delle mie creature” con queste parole Eduardo De Filippo definiva la sua figura teatrale più riuscita. Scritta soltanto in quindici giorni nel 1946 e tradotta in tutto il mondo, Filumena Marturano è una commedia sociale. È la storia di una donna risoluta e combattiva, ex prostituta — simile alle eroine tragiche — che per mezzo dell’inganno riesce a farsi sposare dal suo convivente, Domenico Soriano, “in extremis”.

Protagonista indiscussa della scena, Filumena tesse il filo del dramma con sapienza e determinazione. Ha tre figli, avuti da tre uomini diversi, li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell’ombra senza mai rivelarsi come madre. Uno dei tre è il figlio di Domenico Soriano, ed è questa la molla teatrale che tiene in scacco l’uomo per tutta la piéce: la pregherà, la supplicherà di rivelarglielo, ma Filumena non può dirglielo perché “i figli sono figli” e devono essere tutti uguali.

La portata rivoluzionaria della storia, le tematiche scabrose e la genialità della costruzione drammaturgica fanno di Filumena Marturano una storia senza tempo. L’assemblea costituente il 23 Aprile 1947 stabilisce il diritto-dovere detenuto dai genitori di mantenere, istruire ed educare tutti i figli anche quelli nati al di fuori del matrimonio, dopo un dibattito aperto proprio dal dramma eduardiano.

Apertura porte alle 19. Inizio spettacolo alle 19.30.

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