Tari case sparse, Città Civile: «Vogliamo pagare nella giusta misura»

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Il movimento cita una sentenza della Corte di Cassazione. E apre la sua sede per distribuire il modulo per chiedere la riduzione della tassa sui rifiuti
«Noi cittadini non vogliamo assolutamente esimerci dal pagare la Tari, ma vogliamo pagare nella giusta misura, in base al servizio».
Città Civile interviene sulla questione della tassa sui rifiuti applicata alle case sparse di campagna e invita i cittadini nella sue sede, in corso Vittorio Emanuele 15, a ritirare il modulo per chiedere la riduzione della tassa.
«La norma – spiega Città Civile – prevede che in caso di irregolare o insufficiente svolgimento del servizio, la tassa sia dovuta in misura ridotta. L’intenzione del legislatore è quella di garantire all’utente di avvalersi del servizio in modo agile e comodo ed è per tale motivo che, affinchè i comuni possano richiedere il tributo, non è sufficiente la mera istituzione del servizio ma è altresì necessario che gli stessi predispongano materialmente tutte le strutture operative necessarie ad un effettivo funzionamento dello stesso.
In tal senso si era espressa la Corte di Cassazione già con la sentenza n. 995 del 4 febbraio 1987, nella quale affermava che la tassa per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani è dovuta quando sussistono due presupposti, costituiti, l’uno, dalla istituzione del servizio da parte del Comune e l’altro, dalla possibilità dell’utente di usufruirne».
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