Riordino, Vito Ruggieri: «Gli ospedali dovrebbero soddisfare domanda di tutto il territorio»

© vito ruggieri
L’intervento, in merito all’ospedale di primo livello e alla sua possibile ubicazione a Corato, del presidente dell’associazione onlus “Maria Ruggieri”
Caro direttore, la regione Puglia ha redatto un piano cosiddetto di riordino ospedaliero per ottemperare ai parametri preminentemente economici della spesa sanitaria, programmata dal Governo. A tali fini, il piano regionale prevede, sic et simpliciter, la soppressione di alcuni ospedali, tra cui Terlizzi, e la chiusura di reparti specialistici anche di eccellenza, come l’urologia a Molfetta e la ginecologia a Corato.
Il comitato spontaneo, costituito da medici, ha ottenuto l’istituzione di un ospedale detto di primo livello, che sembra sarà organizzato a Corato, provocando il malcontento degli altri comuni, che rivendicano una maggiore adeguatezza delle strutture e della funzionalità.
A mio avviso, il termine riordino, etimologicamente, configura la razionalizzazione e/o la valorizzazione dei servizi sanitari anche mediante la conversione, la concentrazione e l’istituzione di innovative unità operative per meglio ottemperare alla tutela della salute e ridurre la disperazione ed i costi dei cosiddetti “viaggi della speranza”, gravanti sulla sanità pugliese e sulle tasche dei cittadini.
Un illuminato piano di riordino ospedaliero non può prescindere dall’anamnesi delle ragioni di fatto che hanno consentito la proliferazione di strutture private nella gestione della tutela del diritto alla salute, sancito dalla costituzione. Né è eludibile l’analisi approfondita dell’impatto sociale ed economico, determinato dalla sostanziale e progressiva privatizzazione della sanità. È tempo che il cittadino sia informato sui criteri oggettivi che legittimano la privatizzazione della sanità, che, al contrario, dovrebbe essere prerogativa pubblica, in via esclusiva. La questione, a mio avviso, dovrebbe essere risolta attraverso una speciale legislazione, che detti i presupposti, i criteri obiettivi e le modalità per trasferire branche della gestione della sanità a soggetti o società private con specifiche garanzie e con procedimenti trasparenti ad evidenza pubblica.
La soluzione delle inefficienze della sanità pubblica postula, anche, la rivisitazione dell’attività intra moenia dei medici, che si presta a discriminazioni,a discapito dei cittadini che non possono permettersi il lusso della visita a pagamento, ricercando altre forme di incentivazione economica per realizzare una maggiore produttività dei sanitari. Occorre definire una chiara politica economica della Regione nella gestione della sanità, in aderenza all’orientamento ideologico che ispira la compagine di governo, tenendo conto che il mito della privatizzazione è contraddetto dai fatti. Basti considerare il fallimento della clinica privata Kentron di Putignano, considerata presidio sanitario di eccellenza, con un deficit di circa 7.500.000 euro, che potrà gravare sui cittadini pugliesi.
In ragione delle suesposte considerazioni, il comitato spontaneo di medici ed altri farebbe bene ad elaborare un illuminato piano sanitario ed economico comprovante l’utilità del mantenimento e/o delle innovazioni delle strutture ospedaliere del territorio, colmando, tra l’altro, le esigenze di assistenza e cura, ora disattese, tra cui le malattie rare ed i tumori rari, che gravano sul bilancio regionale per effetto dei “viaggi della speranza”. Non ha senso parlare solo di ospedale di primo livello a Corato o altrove poiché occorre tendere a soddisfare la domanda sanitaria di tutto il territorio, laddove tutte le strutture sanitarie pubbliche possano ottenere adeguata dignità per soddisfare l’utenza.
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