È Pasquale Vitagliano il candidato della Comunità Civica: «Credo nell’eroismo dei cittadini». Le immagini

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L’annuncio è stato dato al termine dell’assemblea generale della neonata coalizione. Il neocandidato cita Bowie: «Possiamo essere eroi, la vera rivoluzione è stare lontani dalle logiche trasformistiche»
È Pasquale Vitagliano il candidato sindaco della Comunità Civica per le elezioni amministrative terlizzesi del 2017.
La neonata coalizione ha annunciato la scelta – che era nell’aria e doveva soltanto essere ufficializzata – poco dopo mezzogiorno nel corso della seconda, grande assemblea della propria storia recente, dopo quella fondativa del 6 novembre 2016. A condurre la mattinata, arricchita dalla presenza del poeta e scrittore Franco Arminio, Donatella Azzollini de La Corrente, che ha introdotto facendo un sintetico excursus sul programma che la Comunità proporrà in campagna elettorale, frutto del lavoro condiviso – e ancora in fieri – dei laboratori di cittadinanza.
Convenuti nella sala eventi di via Aminale, i rappresentanti di ogni movimento aderente alla Comunità – D’Amato per Città Civile, Covolo per La Corrente, Cataldi per Impegno Civico, Cipriani per Agricoltura e Floricoltura, Tempesta per Terlizzi Cantiere dal Basso e Scarangella per Udc Terlizzi – hanno presentato davanti a una platea folta e attenta le ragioni dell’investitura, che intende dare alla città «un segno di discontinuità a livello politico e morale» e allo stesso tempo premiare la continuità e la credibilità, etica e politica, dell’esperienza politica di Vitagliano a Terlizzi, lunga ormai tredici anni.
«Sono pronto e non mi spaventano le critiche che, so già, alcuni solleveranno alla mia candidatura a sindaco, che è la terza della mia storia personale. Non c’è nulla di narcisistico in ciò: questa terza candidatura non è la mia debolezza, è la mia forza, perché mai come questa volta siamo determinati, forti, uniti, pronti a cambiare le cose: stavolta la luce è diversa e viene da voi», esclama Vitagliano rivolgendosi alle forze politiche fondatrici della Comunità Civica – come il neonato movimento La Corrente, ad esempio -, nonché ai liberi cittadini che sostengono il progetto. «Quante volte, chiedo citando Bob Dylan, un uomo deve candidarsi sindaco per cambiare le cose?», continua Vitagliano con veemenza.
«Le contraddizioni di cui ci tacceranno non mi spaventano. Le nostre differenze ci arricchiscono. Non è affatto camaleontismo: il trasformismo appartiene a quelli che hanno bloccato la città per decenni. Il mio percorso non è convenzionale, è in qualche modo anormale, si potrebbe dire al massimo: ma perché è anormale il destino di questa città che deve essere risollevata da anni di stallo. Il mio spostarmi, il mio non appartenere a nessuna logica o consorteria è stato in questi anni un comportamento protettivo, determinato dalla necessità di non compromettermi col potere, quello che ha davvero impantanato la città, facendola diventare quel che è. Questo si chiama, per me, rivoluzione!», ha asserito, fiero, Vitagliano.
«Adesso ci aspetta la fase più difficile e convulsa, ma aprendo questo percorso civico nuovo, che ha già alle spalle tre mesi di lavoro sul programma – un lavoro inedito qui a Terlizzi, che molti si stanno affannando a scopiazzare -, abbiamo già simbolicamente vinto».
Vitagliano accoglie l’investitura con una chiosa poetica: «Io non sono del parere di Brecht: non è vero che è sventurata quella terra che ha bisogno di eroi. Io credo negli eroi, perché illuminano la notte con gesti esemplari, che danno coraggio agli altri. Ci credo come ci credeva il sindaco-poeta di Tricarico, Rocco Scotellaro. Lui credeva negli eroi contadini: io credo negli eroi cittadini», conclude richiamando la splendida “Heroes” di David Bowie.
Con l’assemblea di oggi la campagna elettorale è praticamente aperta: la Comunità Civica si candida a guidare la città nel segno della credibilità, consapevole delle sue notevoli potenzialità di rinnovamento, sia pure nel rispetto delle buone tradizioni. La coalizione forma un inedito “terzo polo” che affronterà il blocco del Partito Democratico e quello della destra che attualmente sostiene Gemmato. Il guanto di sfida è lanciato: ne vedremo delle belle.
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