Ambulanti in agitazione, il mercato del martedì è semideserto

La Redazione
ambulanti in protesta

Poche bancarelle stamattina in viale Italia: i commercianti sono in stato di agitazione contro la direttiva Bolkestein, che mette in discussione le concessioni pubbliche della categoria in nome della liberalizzazione dei mercati

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Mercato semivuoto stamattina in viale Italia.

Gli ambulanti e i venditori delle bancarelle hanno infatti disertato l’appuntamento settimanale del martedì a causa dello stato di agitazione proclamato dalla categoria, che stamattina ha manifestato a Roma assieme ai tassisti, a loro volta in protesta contro la concorrenza – reputata sleale, fuori mercato – di Uber.

I venditori ambulanti partecipano al presidio contro la direttiva Bolkestein, un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e recepito nell’ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010, con l’obiettivo – teorico – di favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi.

Le proteste degli ambulanti riguardano l’obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali previsto dalla Bolkestein, secondo cui ogni cittadino appartenente all’Unione Europea può proporre all’interno dell’Unione Europea la propria attività. La normativa prescrive, in pratica, che un venditore di qualsivoglia paese Ue possa avviare attività o servizi sul suolo della Ue a parità di diritti.

La preoccupazione degli ambulanti verte sul fatto che presto potrebbero essere costretti a partecipare ai bandi per il rinnovo delle licenze insieme agli ambulanti di tutta Europa, nonché alle società di capitali. “Non accetteremo passivamente che ci venga sottratta la nostra attività, avviata e fatta crescere con tanti sacrifici”, è il grido di rivolta dei commercianti. 

L’ultima applicazione di legge della direttiva aveva fissato la scadenza al 31 maggio, ma gli ambulanti hanno recentemente ottenuto una proroga fino al 31 maggio 2018. La categoria resta, tuttavia, in stato di allarme e chiede che il governo intervenga direttamente per dispensarla del tutto dall’obbligo di messa al bando delle concessioni pubbliche: non un rinvio, ma un’esclusione totale dal perimetro di applicazione della Bolkestein. 

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