Assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex primario di Oculistica del Sarcone

La Redazione
Il Tribunale di Trani

Antonio Acquaviva era stato rinviato a giudizio con altri due medici per presunte irregolarità commesse nel 2012 nel reparto di Oculistica dell’ospedale di Terlizzi

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Assolti “perché il fatto non sussiste”.

La sentenza del Tribunale di Trani solleva da ogni accusa tre medici che erano stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio e falso, con riferimento a presunte irregolarità commesse nel 2012 nel reparto di Oculistica dell’ospedale Sarcone di Terlizzi.

I giudici hanno assolto l’allora primario Antonio Acquaviva, attualmente primario di Oculistica al Di Venere di Bari, accusato di aver “gestito il reparto alla stregua di una clinica privata”. In particolare l’accusa contestava allo specialista di aver procurato benefici e vantaggi patrimoniali a se stesso e e agli altri due oculisti (Giuseppe Fanelli e Vincenzo Mangione) “grazie alla pubblicità ottenuta dagli interventi eseguiti”.

Nell’ambito di quest’indagine, Acquaviva fu sottoposto agli arreesti domiciliari per 81 giorni e poi al divieto di dimora per altri quattro mesi, fino a maggio 2013.

Anche i due coimputati, i medici specialisti Vincenzo Mangione e Giuseppe Fanelli sono stati assolti con formula piena.

Secondo l’accusa, Acquaviva aveva consentito fra marzo e luglio 2012 ai due medici (il primo in pensione e il secondo non legato da alcun contratto con la Asl) di partecipare ad interventi chirurgici di propri pazienti privati, che sarebbero stati operati gratuitamente e saltando le liste d’attesa, arrecando così un danno di oltre 130mila euro all’ospedale di Terlizzi. Al medico veniva anche contestato di aver falsificato le cartelle cliniche di quei pazienti.

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