«Quella discarica a tre chilometri da Sovereto non è realizzabile»

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Legambiente Terlizzi si interroga sull’impatto ambientale «che tale impianto provocherebbe e sui danni economici che produrrebbe sul comparto agricolo»
Riceviamo e pubblichiamo una nota della sezione terlizzese di Legambiente sulla questione della discarica di materiali ferrosi Fer.Live, che potrebbe presto essere realizzata in contrada Colaianni, in territorio di Palombaio, ma a soli tre chilometri da Sovereto.
Anseguito della pubblica audizione tenutasi in data 20 luglio 2017 in VnCommissione consiliare permanente del Consiglio regionale dellanPuglia avente ad oggetto “Discarica materiali ferrosi FER.LIVE innagro di Bitonto (BA)”, chiesta dal Consigliere regionale Damascellined alla quale questo Circolo Legambiente Terlizzi veniva invitato anpartecipare, si presentano le seguenti osservazioni con l’auspicionche le stesse possano essere utili per una più attenta valutazione,nda parte degli Uffici a vario titolo competenti, al rilascio dinpareri ed autorizzazioni.
Esaminandongli atti in possesso del Circolo, emerge innanzitutto che l’impiantonin questione non è una mera discarica di materiali ferrosi, comentale innocua per la salute pubblica, ma si tratta – come da progettonpresentato dalla Fer.Live Srl alla Provincia di Bari (ora CittànMetropolitana di Bari) per la Valutazione di Impatto Ambientale – dinuna “Piattaforma integrata per il trattamento e recupero dinmetalli da rifiuti con bacino energetico secondario”, con lenseguenti funzioni: Recupero di materia; Stabilizzazione dei rifiutinin ingresso; Recupero energetico; Chiusura del ciclo mediantenstoccaggio su suolo.
Perngarantire i suddetti obiettivi, la piattaforma si articola nellenseguenti sezioni impiantistiche: stoccaggio e pretrattamenti materianprima; recupero metalli; inertizzazione; depositi prodotti finiti;ndeposito controllato e bacino energetico secondario. n
Ilnmateriale in arrivo all’impianto è costituito da: pacchi dincarrozzeria, elettrodomestici, rottami ferrosi e altri metalli nonnferrosi, fluff di scarto da altri impianti di trattamento, cavi dinrame, scorie.
L’impiantonha una potenzialità di stoccaggio di 2.100.000 metri cubi dinrifiuti, con uno smaltimento annuo di circa 180.000ntonnellate.
Lanpiattaforma origina, dunque, percolato, biogas, varie emissioningassose, emissioni sonore, acque meteoriche da trattare ed energia.
Lanpiattaforma in progetto è localizzata in località Colaianni in agrondi Bitonto, in zona tipizzata “verde agricolo” dal PRG del Comunendi Bitonto, in un’area di notevole pregio agricolo. n
Lanlocalizzazione dell’impianto è di fatto a ridosso del territorioncomunale di Terlizzi, a soli 3 chilometri da Sovereto.
Ilnlocale Circolo di Legambiente è dunque fortemente preoccupato per lansalute dei cittadini, per l’impatto ambientale che tale impiantonprovocherebbe e per i danni economici che tale piattaformanprodurrebbe sul comparto agricolo a seguito della sua localizzazione.
Sensi analizza, poi, l’iter autorizzativo, si rileva come esso sianalquanto tortuoso e poco comprensibile: tralasciando i ricorsinamministrativi attualmente in essere, esso può così riassumersi: n
- dicembren 2011: parere favorevole alla compatibilità ambientale neln procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rilasciaton dal Servizio Ambiente e Rifiuti della Provincia di Bari;
- dicembren 2012: parere negativo sulla localizzazione dell’impianto da parten dell’ARPA Puglia;
- aprilen 2013: diniego della AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dan parte della Provincia di Bari, perché l’impianto è localizzaton in area agricola e non in area industriale, come invece prevede iln Piano di Gestione dei Rifiuti Speciale (PRGRS) della Regione Puglia;
- dicembren 2016: diniego di concessione della proroga al parere favorevole VIAn da parte della Città Metropolitana di Bari (già Provincia);
- giugnon 2017: annullamento del precedente diniego e concessione dellan proroga dei termini di validità del parere favorevole VIA da parten della Città Metropolitana di Bari.
Dunque,nil “Servizio Edilizia, Impianti Termici, Tutela e Valorizzazionendell’Ambiente della Città Metropolitana di Bari” che a dicembrendello scorso anno aveva negato la proroga della determina del 2011 dinconcessione del parere favorevole VIA, dopo solo sei mesi torna suinsuoi passi annullando tale diniego e concedendo la proroga. Ciònha davvero dell’incredibile!
Nelnprocedimento di VIA, conclusosi positivamente a dicembre 2011, ènstata acquisita l’autorizzazione paesaggistica rilasciata il 24nnovembre 2011 dalla Regione Puglia la quale ne ha rilevato l’idoneitànpaesaggistica ai sensi del PUTT/P, Piano oggi superato dal PPTRn(Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) entrato in vigore il 16nfebbraio 2015.
Ainsensi del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. n. 42/2004),nl’autorizzazione paesaggistica ha validità per un periodo dincinque anni, scaduto il quale, l’esecuzione dei lavori in progettondeve essere sottoposta a nuova autorizzazione paesaggistica.
L’autorizzazionenpaesaggistica rilasciata a Fer.Live Srl il 24.11.2011, è dunquenscaduta e la nuova richiesta dovrà essere effettuata con riferimentonal nuovo piano paesaggistico di cui la Regione Puglia si è dotata,nil PPTR.
Partendell’area in cui la Fer.Live Srl ha previsto di realizzare lanpiattaforma integrata per il trattamento dei rifiuti, ai sensi delnPPTR è tra le “aree tutelate per legge” (art. 142, comma 1 delnD.Lgs. n. 42/2004), tipizzata come beni paesaggisticin“fiumi e torrenti, acque pubbliche”, oltre che come ulteriorincontesti “lame e gravine”. La zona, infatti, ènattraversata dal torrente Marisabella all’interno della lamanBalice.
Ainsensi dell’art. 46 delle Norme Tecniche di Attuazione del PPTR, inntali aree non sono ammissibili piani, progetti e interventi chencomportano: realizzazione di qualsiasi nuova opera edilizia,nrealizzazione e ampliamento di impianti per lo smaltimento e ilnrecupero dei rifiuti e realizzazione e ampliamento di impianti per lanproduzione di energia.
Dunque,na prescindere dalla VIA e dall’AIA, i vincoli paesaggisticinattualmente presenti nella zona individuata per l’impianto, non nenconsentirebbero la realizzazione.
Allanluce delle osservazioni elaborate,
sininvitano
gli Enti territoriali anqualsiasi titolo coinvolti nel rilascio di provvedimentinautorizzatori e/o concessori, licenze, pareri, nulla ostanecc., ad esaminare approfonditamente la questione, negando lanrealizzazione di tale impianto nel sito attualmente individuato.
Sinritiene, inoltre, che il Comune di Terlizzi, escluso dalla Conferenzandi servizi, debba essere attivamente coinvolto in quanto interessatondalle preoccupanti ripercussioni che la realizzazione del suddettonimpianto potrebbe avere sul proprio territorio e sulla salute deinpropri cittadini.
Sininvita, pertanto, il Sindaco del Comune di Terlizzi a farsi portavocendelle istanze di questo Circolo nel superiore interesse dellanCollettività!
IL CIRCOLO LEGAMBIENTEnDI TERLIZZI
– IL PRESIDENTE –
(Avv. Giovanna de Leo)
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