La Regina delle Vittorie

Paolo D. Vallarelli
madonna del rosario

I terlizzesi hanno da secoli un rapporto profondo, che va al di là della liturgia, con la Madonna del Rosario, che considerano come una madre taumaturga, cui affidarsi per superare le difficoltà, grandi e piccole, dell’esistenza

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E’ lei la Vergine del Rosario. La città è pronta adnaccoglierla. I suoi silenziosi e immutabili vicoli. Proprio laddovenLei pose la sua mano miracolosa, decretando la fine della peste.

I piccoli miracoli della nostra esistenza. Già, osservinla Vergine portata a spalla e non puoi non pensare ai piccoli grandinmiracoli della nostra vita. Alla vita di tutti i giorni, alla vogliandi superare le difficoltà che il quotidiano ci sottopone. Ancora unanvolta la comunità risponderà partecipata al cammino della Verginendel Rosario. Terlizzi ha con la Vergine un rapporto duplice, per viandella sua intercessione, del miracolo della “Vittoria sulla peste”.nIl miracolo diviene quasi metaforico, allarga la visione, angolazionene prospettiva. Il miracolo è la città stessa che si mette inncammino, commossa, recitante. Che prega per un padre, una madre, unnfiglio, un fratello. Recita parole semplici, invocando il miracolondella vita, a superare le difficoltà che la caratterizzano. C’è enci sarà sempre il (nostro) personale Santo Rosario a decretare lanvittoria, non contro i musulmani, come in quel lontano 7 ottobre deln1571, che oggi apparirebbe anacronistico, per via degli equilibrinfragilissimi che passano sugli schermi delle nostre case. Magarinpotesse, proprio il Santo Rosario donare convivenza pacifica in ognindove, regalare un confronto sereno dei nostri modi di pensare, dincredere in qualcosa o qualcuno, e/o di vedere le cose. Magarinpotesse, proprio il Santo Rosario, rendere meno tristi le notizie deintiggì. Insomma, un “futuro quotidiano” migliore. Magari, con unnimmaginario (e reale) Santo Rosario tra le mani.

nPer la nostra città. Per tutti noi. Per sempre.

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