Il sottopasso di Viale dei Lilium si farà. «Data memorabile». «Stesso progetto bocciato nel 2012»

© michelangelo de chirico
Nel consiglio di mercoledì è stato approvato all’unanimità il progetto definitivo per l’opera pubblica, già rimandata nel 2012 all’alba della prima giunta Gemmato. Ma le fazioni politiche si dividono
Il progetto definitivo del sottopasso ferroviario di Viale dei Lilium è stato approvato all’unanimità durante il consiglio comunale di mercoledì 8 novembre.
L’opera, già naufragata nel 2012, infine si farà, e i lavori dovrebbero cominciare il primo semestre del 2018, per una durata stimata di diciotto mesi.
Il costo del sottopasso sulla linea Bari-Nord, quantificabile attorno ai sette milioni di euro, sarà finanziato con fondi europei dalla Regione Puglia.
Comprensibile soddisfazione da parte della maggioranza, con Fratelli d’Italia che esulta per la delibera approvata: “Non è più tempo di polemiche politiche, contrasti sterili, scarico di responsabilità. È l’ora della gioia collettiva dei terlizzesi che finalmente vedono approvare un progetto che da oltre dieci anni, per tanti motivi, sembrava continuamente arenarsi nella vana ricerca della perfezione”.
Ma l’opposizione rileva che il progetto approvato è, sostanzialmente, lo stesso che la prima giunta Gemmato bocciò nel 2012. De Chirico (Pd) attribuisce buona parte del merito dell’operazione alla Regione Puglia e al Partito Democratico, grazie ai quali il sottopasso è stato inserito tra le opere strategiche finanziabili con il Fesr 2014-2017. Sulla stessa falsariga il consigliere de La Corrente Volpe:
“Forse non si sono resi conto di aver votato lo stesso identico progetto approvato nel 2011 dall’amministrazione Di Tria. Non lo dico io ma lo ha confermato l’ingegner Spitone della Ferrotramviaria, intervenuto ieri nel corso della discussione – ha dichiarato Volpe -. Nel frattempo hanno fatto perdere alla comunità terlizzese sei lunghi anni, il primo finanziamento di 6,5 milioni di euro, hanno buttato diecimila euro per pagare il progettista che ha elaborato una “soluzione alternativa” inutile e chiaramente irrealizzabile”.
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