Sos per la piccola Nicole: soffre di ipoplasia femorale e dovrà operarsi in Florida

nicole barile

La bimba, diciotto mesi, è nata con un femore corto e senza perone: le uniche speranze di guarigione risiedono in una serie di – costose – operazioni presso una clinica ortopedica specializzata in Florida

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Nicolenè una bambina di appena diciotto mesi, terzogenita di una coppia dingiovani di origine terlizzese, ma residenti già da alcuni anni al nord, Felice enSabrina.

Danpochi mesi ha cominciato a camminare, con lo slancio tipico deinbimbi, cercando di superare le difficoltà che una rara malattia lenimpone sin dalla nascita: l’ipoplasia femorale, la sindrome di cuinsoffre, colpisce un bambino su duecentomila e causa la formazionencongenita di un femore corto. n

“Nelnnostro caso Nicole ha la testa del femore piccola, ma centrata –nspiegano i genitori -. La sua crescita è notevolmente ridotta (ilndestro ha una dismetria di circa il 50% rispetto al sinistro e il 30%ndi tibia dovuta alla mancanza del perone). Questo la obbliganall’utilizzo di un tutore per la deambulazione, che risulta moltonfaticosa, con forti sollecitazioni alla colonna vertebrale e allenarticolazioni”. n

“Lenabbiamo messo il gesso per la prima volta a nove mesi – proseguonon– e ha già indossato diversi tutori per deambulare, molto rigidi.nOggi la discrepanza nella lunghezza del femore è di 11 centimetri,nma crescendo potrà arrivare a 30”.

Dopondiversi consulti in Italia, i genitori sono stati indirizzati versonil dottor Dror Paley, medico statunitense che ha messo a punto unantecnica di intervento specifica nel centro specializzato pernmalformazioni ortopediche da lui fondato e diretto, il Paley AdvancednLimb Lengthening Institute presso il Saint Mary Hospital a West PalmnBeach, in Florida. n

QuinNicole dovrà seguire un lungo percorso clinico e riabilitativo chenla accompagnerebbe, eventualmente, fino ai tredici, quattordici annindi età: “Ci hanno detto – continuano i genitori – di sottoporla anun intervento di allungamento dell’arto negli Stati Uniti. Abbiamonavuto già modo di parlare con il medico che dovrebbe operarla, chensi trovava in Europa. Ha trattato altri casi simili, e ci hanassicurato la riuscita”. n

Ilngrosso problema è che i primi due interventi chirurgici della serie,nin programma per il 2018 e il 2019, sono molto costosi. Si parla din232mila euro circa, cui devono aggiungersi i costi di viaggio e dinpermanenza per almeno tre mesi negli Stati Uniti. Il sistemansanitario nazionale, afferma Sabrina, coprirà il 70% deincosti e un altro 10% alla presentazione delle fatture.

Pernquesto motivo la mamma ha deciso di chiedere aiuto e, prendendo ilncoraggio a quattro mani, fondare un’associazione di scopo, denominatan“Alleanza contro le malformazioni degli arti”, pernsensibilizzare e informare il pubblico sulle profonde difficoltà chenattraversano i bambini nati con questa sindrome e i loro cari. “Lonstatuto è già pronto – dice –. Lo facciamo per lei, ma anchenper gli altri che si trovano nella nostra stessa condizione”. Lanonlus servirà infatti non solo a diffondere consapevolezza sullanmalattia, ma anche a organizzare iniziative ed eventi per contribuirenalla causa della combattiva pargoletta, raccogliendo fondi destinatina finanziare i costi elevati del percorso di cura, che papà Felice,noperaio edile, non riuscirebbe a sostenere autonomamente, consideratonanche lo stato di crisi in cui versa il settore negli ultimi tempi. n

nIlnprimo intervento è fissato per il 26 luglio prossimo e si tratteràndi ben otto ore in sala operatoria, che serviranno a ricostituirenl’acetabolo e riposizionare il ginocchio. Nel 2019 la bambina dovrànandare però ancora sotto i ferri, per poi sottoporsi ad almeno altrintre o quattro interventi negli anni a venire. Insomma si prospetta unnlungo e complicato cammino verso la normalità per Nicole. Che, adnogni modo, non le toglie affatto l’entusiasmo e la gioia di vivere.n“È una bambina allegra – racconta la mamma – e moltonintelligente. È felice, perché in famiglia le trasmettiamo questanserenità. Sta cominciando a camminare. Io non la forzo con ilntutore. Una sera le ho detto: vuoi metterlo che facciamo due passi?nLei mi ha risposto di sì. Ci aspettano dodici anni difficili, lo so,nma poi anche lei avrà la sua gamba, come tutti gli altri”. n

nCammina,nNicole, continua a camminare e non fermarti mai.

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