Sgombero migranti, Rifondazione Comunista: «Gemmato non sa affrontare questioni critiche»

© comune di terlizzi
«Meritiamo un’amministrazione che sia innanzitutto politica, che sappia prendersi cura di Terlizzi, soprattutto nei contesti più critici; che sappia fare ben altro che organizzare concerti e piazzare telecamere»
Lo sgombero dei migranti avvenuto mercoledì mattina, ad opera di carabinieri e polizia municipale, presso l’ex mobilificio Giancaspro e Villa Angarano continua ad alimentare discussioni e polemiche fra le forze politiche cittadine.
Tra le voci in dissenso, si leva quella di Rifondazione Comunista, che interviene attaccando frontalmente Gemmato e chiedendone le dimissioni.
È ormai da mesi che a Terlizzi si avverte un’atmosfera di qualunquismo ridondante. E ci riferiamo in primis alla classe politica che abbiamo avuto la sventura di eleggere agli scranni del palazzo di Città, la quale ci racconta una versione dei flussi migratori nella grande metropoli terlizzese che farebbe rabbrividire anche i più impavidi della gioventù hitleriana.
E’ sotto gli occhi di tutti. A partire dalla campagna di tesseramento di Fratelli d’Italia (carica di contenuti): “Prima gli italiani o prima gli immigrati?”, che lo scorso ottobre ha appestato ogni singola plancia cittadina con uno spreco di carta senza eguali. Per non parlare dell’ennesimo, totale disimpegno verso i lavoratori e le lavoratrici delle bellissime e ordinatissime fiere autunnali, i quali come ogni anno (come se fosse normale) trovano sistemazione in tende e ripari di fortuna sotto qualche portico, non avendo altra possibilità. E come non citare il più recente “Appello ai patrioti!” grazie al quale una delegazione terlizzese del partito del Sindaco si è potuta recare a Trieste per il congresso nazionale e la riconquista di Fiume? Tutte queste ripetute offese ai valori e ai principi del semplice vivere civile (senza scomodare la Costituzione della Repubblica) scorrono periodicamente davanti al silenzio dei molti. Sono solo slogan? Verrebbe da pensare di sì. Infatti niente di più sbagliato. All’alba di mercoledì trentanove migranti e lavoratori stagionali, con un’incursione nell’ex mobilificio e nella campagne in cui trovavano riparo, sono stati indentificati, trasferiti in un’altra struttura aperta solo per la notte e denunciati per occupazione abusiva. Gli odierni commenti del Sindaco sui giornali online tolgono qualsiasi dubbio sulla piega malsana e incivile che ha preso questa Città: “A Terlizzi immigrazione fa rima con integrazione”.
Oltre il danno, anche la beffa. Si legge di “plauso” per l’incursione, di cinque Vigili Urbani che hanno accompagnato le operazioni per una più adeguata “tutela della legge” e (per finire in bellezza) dei cittadini terlizzesi che “sperimentano con i fatti, ogni giorno, la cultura dell’accoglienza”. Commenti che lasciano senza parole, se non per la falsità sicuramente per la fantasia. Perché il solo risultato che abbiamo ottenuto come comunità è stato il semplice spostamento dei migranti e del loro disagio da un luogo all’altro della città, con l’unico scopo di metterli sotto controllo, in un luogo peraltro assolutamente inadatto ad un’accoglienza così complessa. La propaganda becera e villana fa solo da corollario ad una realtà dei fatti che richiede uno sforzo politico e collettivo che è ben altra cosa di un blitz in piena notte, il quale molte volte non riservano neanche ai criminali.
“Il rispetto delle regole viene prima di tutto” han detto. Si ma la politica? Dov’è la politica? Viene da chiedersi quale sia l’idea di Città che il sindaco ha in mente. Quale idea di integrazione può esserci nella sola applicazione della legge? Una legge (la Minniti-Orlando) non solo palesemente inefficace, ma anche e soprattutto arretrata. Perché siamo lontani anni luce da quei modelli virtuosi di vera integrazione (sociale ed economica) che esiste anche e soprattutto in Italia (ad esempio a Riace, Reggio Calabria). Perché non siamo e non vogliamo essere una società chiusa senza nessun rispetto della vita umana. Perché non ci meritiamo una classe dirigente cittadina che sappia soltanto fare da spola alle operazioni dei Carabinieri. Siamo stanchi di questo clima. Siamo stanchi dell’incompetenza dilagante che stanno dimostrando su questo ed altri temi vitali per la comunità, come l’ambiente, il lavoro, le condizioni delle scuole, la salute. Meritiamo un’amministrazione che sia innanzitutto politica, nel senso più nobile della parola; che sappia prendersi cura di Terlizzi, soprattutto nei contesti più critici; che sappia fare ben altro che organizzare concerti e piazzare telecamere. Gemmato si sta dimostrando un ottimo sceriffo. Ma si decida a fare il sindaco o consegni le dimissioni.
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