Alla scoperta degli scrittori di Puglia: Gianni Romaniello

Elena Albanese
Gianni Romaniello

57enne, nato in Basilicata ma residente a Gravina in Puglia, si occupa di sistemi informativi e organizzazione aziendale. La sua forma mentis scientifica ha alimentato la passione per la poesia

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Continua il nostro viaggio alla scoperta degli scrittori nostrani. Dopo il ruvese Giandomenico Basile e Maria Pia Romano, campana di nascita ma fortemente legata ai territori della nostra regione, oggi conosciamo meglio Gianni Romaniello, 57 anni, nato ad Anzi, in provincia di Potenza nel maggio del 1961 da genitori lucani, «ma risiedo da sempre a Gravina in Puglia».

Laureato in Scienze dell’informazione, in qualità di It Manager si occupa di analisi e progettazione dei sistemi informativi e organizzazione aziendale. Ed è un poeta, anche se solo «per hobby», come ci racconta lui stesso. «Sin da ragazzo leggevo autori di prosa e di poesia che si soffermavano a riflettere sui valori esistenziali della vita. La passione per la poesia è rimasta latente e alimentata dalla mia forma mentis scientifica.

Successivamente, nella primavere del 2016, il verificarsi di episodi apparentemente casuali e i genuini suggerimenti di persone amiche, hanno sorprendentemente germogliato e risvegliato in me la passione di scrivere versi (introversi intrisi di logica “MatErmetica”).

Qual è il verso più bello che hai scritto?

Sereni

informi

pensieri funambolici

passeggiano incrollabilmente

scrutando

solide verità incontrovertibili

che fissano

lineari centricità inamovibili. (poesia “Funambolici pensieri” dal libro “Vortici Intro Versi” edito da Il grillo)

E quello più bello che hai letto?

La verità è che nemmeno

l’incorporeo

può eguagliare il tuo cielo

e solo i refusi del cosmo

spropositando dicono qualcosa. (Eugenio Montale)

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Non esistono fonti di ispirazione ben definite e invariabili; io penso che la poesia sia esperienza di osservazione del visibile (quello che realmente ci appare) ed è anche percezione dell’invisibile, dell’inesprimibile. In altre parole, poesia è ricerca interiore e analisi introspettiva dei sentimenti più intimi; poesia è esplorare le esigenze originali del nostro cuore fino a scoprire la bellezza in ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi nella vita quotidiana. Direi che la vita quotidiana, con le sue meraviglie e crudità, nelle dinamiche esistenziali, relazionali e sociali, è una fonte di ispirazione continua.

Potendo scegliere, quale scrittore e/o poeta vorresti essere?
Tra i poeti sceglierei Montale o Neruda, mentre come scrittore vorrei essere uno tra Calvino, Pavese e Camilleri.

E quale personaggio?
Sicuramente Guglielmo da Baskerville, il protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Raccontaci brevemente l’opera di cui sei più orgoglioso
Il componimento poetico che meglio mi rappresenta e di cui sono “orgoglioso” è Funambolici pensieri, tratto dal mio libro “Vortici Intro Versi”. Questa lirica, nel legame intimo e armonioso tra matematica e poesia, descrive l’equilibrio dinamico, un concetto presente sia in discipline tecniche che in discipline umanistiche .

Quotidianamente, nel lavoro come nella vita privata, affrontiamo difficoltà per superare situazioni di crisi, non solo economica. In sintesi, tutta la nostra vita è un cambiamento costante in una continua evoluzione; noi dobbiamo ritrovare l’equilibrio nei flussi vorticosi e nelle interazioni dinamiche con la realtà; equilibrio basato sulla nostra capacità di adattamento agli eventi: chi riesce a rispondere proattivamente al cambiamento, riesce a vivere in armonia con se stesso e con gli altri.

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