«Esposto su ripetitore ignorato, Comune vuole concedere diritti di superficie ai gestori telefonici»

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Il consigliere de La Corrente Giuseppe Volpe: «L’amministrazione si piega totalmente alle compagnie telefoniche Vodafone e Galata Spa, mettendo ulteriormente a rischio la salute dei cittadini»
Il consigliere comunale de La Corrente Giuseppe Volpe protesta per quello che a suo dire è l’atteggiamento trascurante dell’amministrazione comunale di fronte alla mobilitazione dei cittadini del quartiere attorno al mercato ortofrutticolo per l’impianto elettromagnetico di Viale dei Lilium.
“Esattamente un mese fa (16/02) depositavo presso la Procura della Repubblica di Trani l’esposto sul ripetitore di viale dei Lilium per evidenti violazioni di alcune norme e leggi a tutela della salute dei cittadini (iter anomalo e ripetitore installato a soli 60 metri dalle prime abitazioni quando la legge prevede una distanza di almeno 70 metri)”, scrive Volpe in una nota.
Il problema, tuttavia, è ancora un altro: “Ironia della sorte, il giorno prima, il 15/02, il comune di Terlizzi con delibera di Giunta n.22 (http://www.comune.terlizzi.ba.it/terlizzi/mc/mc_p_dettaglio.php#) dava mandato al Dirigente del settore tecnico di interloquire con gli operatori economici che hanno richiesto di trasformare i contratti di locazione delle aree comunali sulle quali insistono alcuni ripetitori telefonici in contratti di concessione dei diritti di superficie per una durata di venticinque anni”, informa il consigliere.
“Questa amministrazione non solo non ha preso minimamente in considerazione le richieste delle/gli 800 cittadine/i che hanno sottoscritto la petizione popolare (consegnata in data 21/11/17) con la quale chiedevano al comune di sospendere, con provvedimento in autotutela, ogni atto autorizzativo, di redigere un Piano comunale di zoonizzazione elettromagnetica (come avviene in tanti comuni), ma è andata nella direzione esattamente opposta, piegandosi totalmente agli interessi delle compagnie telefoniche Vodafone Spa e Galata Spa, mettendo ulteriormente a rischio la salute dei cittadini”.
“Ancora una volta una decisione incomprensibile e unilaterale, un autentico schiaffo alle istanze di tutela della salute pubblica e un favore alle grandi compagnie telefoniche – osserva l’esponente de La Corrente.
“Per cosa poi? Cosa c’è di più importante della salute delle proprie cittadine e dei propri cittadini?”, è la domanda retorica del consigliere, che richiede all’amministrazione: “1. l’immediato ritiro della delibera in quanto comporterà una riduzione delle entrate nelle casse comunali derivanti dagli attuali canoni di locazione (e, al contrario, un notevole risparmio per le compagnie telefoniche) e la difficoltà se non l’impossibilità da parte del comune, qualora decida di redigere un piano di zoonizzazione, di riallocare meglio gli attuali impianti per prevenire e minimizzare – come prevede la legge – il rischio indotto dall’esposizione della popolazione alle radiazioni elettromagnetiche.
2. L’avvio di un tavolo partecipato su questi temi (così come richiesto dalle realtà associative, dai comitati e dai cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare e l’esposto) che porti alla realizzazione di un piano comunale che abbia come unico interesse la salute pubblica.
3. L’inserimento dell’argomento come specifico punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. L’art. 78 c. 5 del regolamento comunale prevede che ‘le istanze e le petizioni sottoscritte da non meno di 500 cittadini, sono sottoposte al Consiglio, unitamente alla risposta predisposta dalla Giunta, entro il termine massimo di sessanta giorni dal relativo deposito’ .
Di giorni ne sono passati 114 e di consigli comunali neanche l’ombra (l’ultimo risale al 6 febbraio scorso)”.
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