«L’ospedale di Terlizzi è stato una vacca da mungere per tutta la politica locale»

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La nota di Città Civile sulla questione Sarcone, a rischio di definitivo ridimensionamento
“Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Terlizzi viene chiuso ad agosto del 2003. Chi governa la Puglia in quel momento? Fitto e il centrodestra. Poi è arrivato il centrosinistra. I bambini dovevano tornare a nascere a Terlizzi. Ed invece dopo anni di sperpero di danaro pubblico per risistemare una struttura morente e un accanimento terapeutico contro le speranze dei cittadini terlizzesi, dobbiamo prendere atto che il leggendario Ospedale Sarcone viene fortemente ridimensionato, praticamente viene chiuso”.
Esordisce così la nota di Città Civile sulla questione ospedale, che il movimento politico prova a ricostruire in una sorta di cronistoria ragionata. “Nel frattempo Terlizzi ha avuto, oltre al presidente della Regione Puglia, ben due onorevoli, uno per parte, Grassi e Gemmato (nel 2012 persino uniti per far vincere il fratello del secondo onorevole). Se questi sono i risultati, è evidente che nessuno ha tutelato il proprio territorio. Campanilismo? Se non fosse campanilismo dovremmo prendere atto che ormai la storia del nostro Ospedale era finita e dunque andava chiuso subito. Insomma, noi cittadini terlizzesi avevamo almeno diritto alla verità. E non alle cicliche contrapposizioni in occasione di appuntamenti elettorali. E l’Ospedale di Primo Livello del Nord Barese? Città Civile è stata l’unica forza politica capace di far incontrare a Terlizzi tutti e tre i sindaci. Persino Gemmato è entrato nella nostra sede, nella sede di quelli che i suoi hanno chiamato ‘sciacalli’”, osserva Cc. “Benché la struttura terlizzese abbia tutte le carte in regola per essere riconosciuto come ospedale di primo livello, non se ne è fatto niente. Non a Terlizzi, non a Molfetta, non si sa se a Corato. Ad oggi l’unica verità è che i politici ‘vincenti’ hanno soltanto preso a mani basse dall’Ospedale. Hanno tutti costruito su questa ‘industria’ le proprie fortune politiche. All’ospedale e alla comunità di Terlizzi non hanno invece dato nulla. Ma la colpa non è sola dei politici. Intorno a questa che è stata una vacca da mungere è cresciuto un sottobosco di faccendieri, pseudosindacalisti, operatori corrotti, patronati, politici ‘dei pannoloni’, che hanno smunto fino all’osso il corpo di questo animale morente. Città Civile non ha bisogno di strumentalizzare l’Ospedale. E se questa cattiva politica la finisse di “parlare” sarebbe meglio per tutti”, conclude il comunicato.
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