Nella grotta dove fu scoperta l’Icona della Madonna di Sovereto

© TerlizziLive
Secondo la leggenda popolare, il quadretto sacro, di stile bizantino, sarebbe stato ritrovato da un pastore in una cavità carsica nel bosco del Sovero, in agro di Terlizzi, poco dopo l’anno mille, nel punto in cui sorge la chiesa
Fra poco più di un mese, nel primo fine settimana di agosto, Terlizzi celebrerà la Festa Maggiore.
Al centro della festa patronale ci sarà naturalmente l’Icona della Madonna di Sovereto, che dal santuario nel borgo, dove è alloggiata dal 23 aprile, sarà riportata in Cattedrale a Terlizzi, dove giungerà domenica 4 agosto dopo la solenne sfilata sul Carro Trionfale.
Secondo la leggenda popolare, il quadretto sacro, dipinto in stile bizantino sul modello dell’Hodigitria (Madonna che “indica la via”), sarebbe stato ritrovato da un pastore in una cavità carsica nel bosco del Sovero, in agro di Terlizzi, poco dopo l’anno mille (si parla del 1045 o 1046). L’uomo, come è noto, stava cercando una pecorella smarrita del suo gregge e la ritrovò nei pressi di un sito in corrispondenza dell’odierna chiesetta di Santa Maria di Sovereto. Mentre tentava di liberare la zampa dell’animale, incastrata, distinse una luce filtrante dal sottosuolo: questo barbaglio lo guidò alla scoperta di una grotta abbandonata, nella quale poco dopo scoprì il quadro della Madonna.
Non è dato sapere se la tavola sia stata realizzata in loco o sia giunta a Terlizzi da Oriente, tuttavia l’antro in cui è stata ritrovata sarebbe corrispondente al sito dove sorge attualmente la chiesa del santuario. Da quel giorno, attorno all’icona, è sorto un culto tanto spontaneo quanto duraturo, che ancora oggi nutre il sentimento popolare fungendo da collante per la comunità terlizzese, ben al di là della dimensione strettamente religiosa.
Abbiamo visitato la grotta-cisterna ipogea sottostante la navata centrale della Chiesa di Sovereto. In esclusiva per i lettori di TerlizziLive il video della nostra visita (per la quale si ringrazia il signor Giuseppe Vendola).
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