Centro studi Michele Gargano: «Terlizzi ha dato i natali a figure illustri che dimentica di onorare»

© Centro studi architetto Michele Gargano
I rappresentanti dell’associazione dedicata all’architetto, che il 30 gennaio 2017 avrebbe compiuto 100 anni, circa venti mesi fa hanno chiesto l’intitolazione a lui di un vicolo nel borgo antico
«Sono passati circa 20 mesi dal momento in cui la nostra associazione ha sottoposto, a chi governa la città, un progetto per onorare, nel centenario della nascita, la figura dell’architetto Michele Gargano, illustre concittadino venuto a mancare nel 1995». Inizia così la lettera aperta all’Amministrazione comunale del “Centro studi architetto Michele Gargano”, i cui manifesti sono stati affissi in città nei giorni scorsi.
«Il 30 gennaio 2017 – prosegue la missiva – l’architetto Gargano avrebbe compiuto 100 anni, e noi avremmo desiderato gli fosse intitolato un vicolo nel borgo antico, cioè nel tessuto urbano che egli ha minuziosamente studiato e fotografato, per lasciare un segno indelebile della sua presenza nella memoria collettiva.
Pensavamo che proprio la stradina dove ha sede la nostra associazione, di fronte l’imponente facciata neoclassica della Cattedrale, potesse essere il luogo più giusto da dedicargli.
Avevamo arricchito la proposta con l’impegno a organizzare una mostra itinerante sull’antica toponomastica del borgo antico, senza alcun costo per le casse comunali, e ad allestire un prototipo di targa viaria e di numero civico in ceramica, da applicare eventualmente a tutto il centro storico, con la doppia indicazione (preunitaria e attuale) per dare uniformità e bellezza cognitiva agli itinerari più frequentati dai nostri avi.
Ebbene, in questi mesi abbiamo ricevuto solo “atti di incitamento”, incontri poco proficui, spiacevoli rinvii…a data da destinarsi, che ci hanno messo non poco in difficoltà anche con i familiari dell’architetto, a loro volta in attesa di notizie positive da Terlizzi.
Fare cultura nel nostro paese è diventato sempre più difficile, se si tiene in così scarsa considerazione colui che non solo ha svolto il lavoro principale di ricostruzione del Carro trionfale, ma l’ha arricchito di manufatti, frutto della sua generosità e colta creatività, ora ritenuti staticamente insicuri in rapporto al mutamento normativo nella progettazione e nelle tecniche di costruzione.
Nonostante il lassismo sperimentato negli amministratori e negli uffici a supporto, continueremo comunque a svolgere la nostra azione, orientati dalla speranza di poter contare, un giorno, su interlocutori più affidabili e pronti, e soprattutto su una gestione più efficace delle politiche culturali, oggettivamente ridotte al ruolo di Cenerentola in una città ricca di intelligenza storica e di risorse umane orientate al futuro», concludono.
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